|
Ecco qui di
seguito la prova della Ducati Monster piu potente fino ad
oggi costruita (2004) la Moster S4-R
Ducati
Monster S4r
Più potente,
più sportiva, più evoluta, più costosa. La Ducati Monster
S4R è l’ultima evoluzione del mostro Ducati. Ha il cuore
della 996 per correre ancora più forte e nuove sospensioni
per essere più competitiva in pista. E chi rimpiange il
monobraccio è stato accontentato. Esuberante
nell'erogazione, sa dare soddisfazione nei percorsi guidati.
Meglio se a guidarla c'è un pilota già smaliziato.

Dieci anni
d’onorata carriera, oltre 130.000 esemplari venduti in tutto
il mondo. La Ducati Monster però non ha alcuna
intenzione di mollare il colpo, anzi, rintuzza gli attacchi
di una concorrenza sempre più agguerrita con una nuova
versione vitaminizzata. Il nome è già noto: S4, ma il
suffisso "R" lascia spazio a ben pochi dubbi. R come racing.
Tradotto in soldoni, la S4R è la Ducati Monster più
sportiva, più potente, più tecnologica costruita da Ducati
fino ad oggi. E il tempismo pare perfetto: le competizioni
per naked sono sempre più in voga, le concorrenza ha ormai
mollato gli ormeggi spogliando fior di sportive per dominare
la categoria.

Adesivi
per la naked piu cattiva, adesivi in vinile.
Ducati, che una naked ce l’ha sempre avuta, segue
invece un’altra strada. Una bella pompata al motore,
sospensioni nuove nuove e un (piccolo) ritocchino al look
grazie al forcellone monobraccio, ecco fatta la Ducati
Monster S4R. Detta così sembrerebbe la solita minestra
riscaldata, la solita Monster con un motore un po’
più potente; invece la S4R ha dato parecchio da lavorare ai
progettisti, che si sono adoperati per soddisfare tutte (o
quasi) le richieste dei Monsteristi. Quello che non è
cambiato è lo stile. Monobraccio a parte la S4 è una
Ducati Monster uguale (nell'estetica intendo) alle
altre Monster; chi si aspetta un profondo restyling si metta
pure l’anima in pace.

CUORE BESTIALE Mandato definitivamente in pensione il
desmoquattro da 916 cc (resta operativo solo sulla ST4),
ci pensa il 996 a reggere le sorti del mostro. Grazie
all’innesto, la Ducati Monster S4R è capace di ben 113
cavalli a 8750 giri (12 cavalli in più rispetto alla S4 che
peraltro ha cessato di essere prodotta), ed una coppia di
95,5 Nm (9,68 kgm) a 7000 giri/min.

Adesivi
da serbatoio, adesivi prespaziati.
SCARICO ALTO
Proprio lo scarico è una delle novità maggiori. Uno dei
limiti principali per l’utilizzo pistaiolo di questa moto è
sempre stata la scarsa luce a terra. Pedane, silenziatori, e
collettori, chiunque si sia cimentato tra i cordoli si è
ritrovato con almeno uno di questi componenti "grattuggiati"
sull’asfalto. La Monster S4R promette di voltare
pagina in questo senso. Il doppio scarico sovrapposto non ha
solo funzione estetica ma è stato realizzato ad hoc per
farvi piegare di più. Non a tutti piace (almeno a vedere dai
commenti all’articolo di preview che avevamo pubblicato) ma
devo dire che dal vivo fa la sua scena, soprattutto sulla
moto all-black (tutta nera sovrastrutture, telaio, cerchi)
l’altra nuova colorazione dedicata alla S4R oltre
alla già vista blu con striscia bianca.

Adesivi
per cupolino e adesivi per copricodone.
RAPPORTI CORTI Rivisto a livello di rapportatura, il
bicilindrico ha ora i primi rapporti più corti e la sesta
allungata, mentre l’arrivo del catalizzatore (a due vie,
senza sonda lambda) ne ripulisce i gas di scarico fino a
farlo rientrare nei limiti Euro 2. Per il resto nulla di
nuovo, compreso l’effetto di "tecno-disordine" che
l’utilizzo su una naked di un motore nato per stare sotto
una carenatura porta sempre con sé. Tubi, cavi, condotti,
vasi d’espansione: tra i tubi del traliccio d’acciaio spunta
di tutto un po’; senz’altro la versione a due valvole è più
"pulita" ma a molti la S4 piaceva anche per questo vago
sapore di special che non manca nemmeno nella Ducati
Monster S4R.

IL MONOBRACCIO Anche la ciclistica ha subito notevoli
cambiamenti che differenziano radicalmente la R rispetto
alla Monster S4. Invariato il telaio (lo stesso della Ducati
Monster S4) al posteriore spunta un bel forcellone
monobraccio, simile nella struttura a quello montato sulla
MH900 evoluzione ma realizzato in traliccio di tubi
d'alluminio (i tecnici dichiarano stesso peso e stessa
rigidezza del bibraccio…), cui si affianca un nuovo
monoammortizzatore Showa completamente regolabile (anche
l’altezza del retrotreno è regolabile tramite il puntone).
Anche
l’impianto frenante ha subito una piccola modifica nel disco
posteriore sempre da 245 mm, che diventa leggermente più
spesso, passando da 5 a 6 mm, mentre anteriormente restano
invariati dischi (da 320) e pinze (a quattro pistoncini e
due pastiglie). La Ducati insomma non ha ceduto alla
tentazione di montare pinze radiali o quant’altro, giudicate
del tutto supreflue per una moto del genere (ma se c’è
qualche maniaco il catalogo performance le offre).
Presto on-line
tanti nuovi Adesivi Ducati Monster!!!!
Anche la forcella è una nuova Showa con steli da 43 mm con
riporto superficiale al TIN regolabile in ogni dove, mentre
al posto dei due semimanubri (cosa che sulla S4 non mi è mai
piaciuta per niente), torna un manubrio monopezzo, questa
volta in lega d’alluminio a sezione variabile, derivato
direttamente dalle unità da cross. Sebbene sia meno rialzato
rispetto a quello dei Monster ad aria, alla fine non
impone alcun cambiamento alla posizione di guida. I riser
più alti lo riportano, infatti, alla quota convenzionale
mentre la sua larghezza è la stessa degli altri manubri.

Come su di una sportiva che si rispetti, arrivano anche
molte parti in fibra di carbonio (parafango anteriore,
fianchetti, protezioni radiatore e cartelle copri-cinghie
della distribuzione). Gli specchietti acquistano un nuovo
design più fresco (e finalmente un’efficienza migliore,
anche se ancora perfettibile), mentre è nuova la grafica
della strumentazione elettronica, multifunzionale con sfondo
racing bianco e nero, in cui i display digitali indicano il
momento del tagliando, la temperatura dell’acqua,
l’orologio, i contakm totali e parziali. Si può modificare
l’intensità della luce del cruscotto mentre l’immobilizer,
di serie, è integrato nel cruscotto a settaggio iniziale
automatico. Tutto questo per 12.500 Euro chiavi in mano,
ovvero 550 euro in più della S4 che la S4R sostituisce.
|