Prova su strada della
Daytona Centennial Edition (Daytona Centenario)
Triumph Daytona
Centennial Edition
L'articolo completo su Motociclismo Agosto
2002
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Dopo la "delusione" dei
Triumphisti per il forcellone tradizionale bibraccio, la Casa di Hinckley
festeggia il suo centenario realizzando una edizione speciale della
Daytona con il monobraccio e il "gommone" da 190 che l'avevano resa
popolare tra gli appassionati del marchio inglese.

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Le differenze tra la
Triumph Daytona centenario e il
modello di serie non si limitano solo all'effetto estetico del cerchione
completamente in vista ma comportano un diverso rendimento dinamico dovuto
alla modifica di alcune quote caratteristiche della ciclistica.
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Il forcellone monobraccio è più pesante e lungo di quello tradizionale
montato sulla versione standard, così su questa Centennial Edition
l'interasse passa da 1.417 mm a 1.426 mm ed il peso da 206,6 kg a 209,8
kg.
Di conseguenza, per recuperare in maneggevolezza è stata ridotta
l'inclinazione del cannotto di sterzo da 22,8° a 22,5° e l'avancorsa da 81
a 78,7 mm. Al posto del cerchio con canale da 5,5" e gomma da 180/55 si è tornati al
190/50 su cerchio da 6", molto scenografico ma che condiziona
negativamente la rapidità dell'inserimento in curva.
Il motore è il conosciuto tre cilindri in linea 12 valvole da 149 CV a
10.700 giri (dati dichiarati) , appeso al bel telaio perimetrale in
alluminio. Il reparto sospensioni prevede una forcella tradizionale con
steli da 45 mm ed un monoammortizzatore entrambi completamente regolabili. |
L'impianto frenante è composto all'anteriore da una coppia di dischi da
320 mm con pinze a 4 pistoncini e dal disco singolo posteriore da 220 mm
con pinza due pistoncini. |
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Più che un "animale
da pista" la Triumph Daytona Centenario è una splendida ed appagante sportiva stradale. Il
motore, vuoto sotto i 4.500 giri, entusiasma dai 5.000 ai 7.500 giri per
diventare poi esplosivo fino all'intervento del limitatore a quota 12.000
giri. Con le modifiche apportate alla ciclistica, il comportamento di
questa Daytona è sensibilmente diverso rispetto al modello standard.
Sommario
Le reazioni ai comandi del
pilota sono più improvvise (per via della forcella più "in piedi"), si fa
cioè meno fatica ad impostare la curva ma la discesa in piega è più lenta
a causa della gomma posteriore da 190/50 dal profilo più piatto; una volta
però trovato l'appoggio, si può aprire il gas molto presto potendo contare
su una notevole trazione in uscita di curva. Nei curvoni veloci, la
stabilità è ottima anche su piccoli avvallamenti e sconnessioni. La
taratura di base delle sospensioni è molto valida nell'uso stradale,
giusto compromesso tra comfort e ricerca del "ritmo" più divertente
danzando tra una curva e l'altra. In pista vi consigliamo di chiudere di
qualche click la compressione idraulica sia sulla forcella che sul
monoammortizzatore. |
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Ottimi i freni della Triumph Daytona Centenario : potentissimi e molto modulabili, regalano un feeling
sconosciuto a concorrenti ben più blasonate. La Triumph Daytona, anche in questa
edizione speciale, resta una splendida stradale sportiva, con cui fare
anche del turismo grazie ad una posizione di guida affatto scomoda e ad
una protettività aerodinamica apprezzabile ben oltre i limiti di velocità
autostradali italiani. La nota stonata arriva dal prezzo: 13.300 euro. |
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Queste le principali
variazioni della Triumph Daytona Centenario rispetto alla Daytona standard:
Colore: Aston Green
Peso: 191kg
Interasse: 1426mm
Rake/avancorsa: 22.5º/78.7mm
Forcellone: Monobraccio in alluminio
Ruota posteriore: cerchio da 17” a tre razze con canale da 6”, pneumatico
190/50 ZR17
Disco posteriore: Disco da 220mm, pinza a 2 pistoncini |
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