Ducati 999r,
prova
Prova Ducati 999r: 10 CV in più e le sensazioni
uniche che regala tra i cordoli fanno quasi dimenticare i
30.000 euro necessari per mettere in garage la 999 R.
L'abbiamo provata.
|
Il gas è
appena puntato all'ingresso della curva 6, dove la Ducati 999r
spancia violentemente nella cunetta che si trova alla corda
della svolta in salita. Spalanchiamo l'acceleratore in
uscita e il canto nasale delle trombe di aspirazione
accompagna il lampo rosso che si arrampica sul lungo e irto
rettilineo.
Una volta domato l'avantreno che si solleva sul
primo scollamento sotto la spinta dei 150 CV si arriva alla
chicane più famosa del mondo. La strada sparisce, terminando
in una grigia linea retta tirata contro l'orizzonte azzurro:
il Cavatappi di Laguna Seca è lì, in attesa di valutare
tecnica e coraggio dì chi osa affrontarlo.
|
|
Ducati 999r,
prova su pista

|
|
Violentemente, sensa esitazioni, ci si butta nel sinistra a
90°, con la strada che precipita verso il basso. Col fiato
in gola per il dislivello e la tensione, già ci sì sporge
dal lato opposto: per un attimo pilota e moto procedono in
due direzioni diverse, cercando la massima velocità nel
cambio di inclinazione, per poi ricongiungersi nella folle
accelerazione in discesa che porta alla Rainey Curve, un
sinistra dove un avantreno solido e del gran fegato fanno la
differenza; la moto scivola suipneumatici, piuttosto che
disegnare nettamente la traiettoria e la testa gira mentre
il bicilindrico italiano sfida l'asfalto made in USA.
Nessuno può dire di aver guidato al limite una moto se non è
mai stato tra i cordoli di Laguna Seca. |
|
Ducati 999r

|
|
Le
Ducati 999 R ci aspettano sotto i gazebo allestiti lungo la pìt-lane, ognuna accudita da un meccanico, pronto ad
esaudire le richieste dei giornalisti. Se ci state
invidiando in questo momento, ne avete tutti i motivi. In
occasione della manche del Campionato del mondo Superbike a
Laguna Seca abbiamo provato la versione americana della 999
R che differirà per piccoli ritocchi all'estetica e per
dettagli, come il serbatoio di raccolta spurghi, da quella
europea che sarà prodotta da novembre 2004.
|
|
Come
tradizione a Borgo Paniga-le, il modello di punta sportivo
eredita le soluzioni della moto da corsa dell'anno
precedente: la 999 R è ora accreditata di 150 CV all'albero
a 9.750 giri, un deciso passo in avanti rispetto ai 139 CV
erogati a 10.000 giri del modello 2004, soprattutto se si
considera l'incremento della coppia che passa dai precedenti
11 kgm a 8.000 giri agli attuali 11,9 kgm erogati al
medesimo regime. Al forcellone bibraccio in alluminio
scatolato è abbinato un ammortizzatore Ohlins che rispetto
alla versione 2004 vanta l'aggiornamento dell'idraulica, con
le funzioni di estensione e compressione separate, per
ottimizzarne il funzionamento. Il cupolino è ora dotato di
due sole prese d'aria in luogo delle 4 del modello
precedente e la linea così ripulita a nostro parere ne
guadagna. Il set-up di partenza del nostro test è stato
definito dai tecnici della Ducati Nord America con la
consulenza di un maestro del manubrio come Doug Polen, il
vincitore del Mondiale Superbike nelle edizioni 1991 e 1992
con la rossa di Borgo Panigale. |
|
Ducati 999r,
piega in pista

|
|
La caligine
della mattina si è appena dissipata, le condizioni di prova
sono ideali con i circa 23°C dell'aria, una sorpresa per noi
che ci aspettavamo decisamente di più dall'estate
californiana, ma qui nei pressi di Monterey le condizioni
climatiche sono ben differenti da quelle del sud della
California, ben più pubblicizzato in mille film di successo.
Non sì offendano Ivlr. Polen e i tecnici USA della Ducati,
ma le sue scelte riguardo la messa a punto ci hanno trovato
discordi. Un molla molto più dura ha sostituito quella
originale dell'ammortizzatore, il cannotto di sterzo è stato
posizionato dagli standard 24,5° ai 23,5°, mentre le
idrauliche della forcella e del mono lavoravano decisamente
chiuse. In questonodo la ciclistica della 999 R risultava
estremamente fattiva e poco stabile, quasi nervosa, e a
nostro papere le Michelin Pilot Race di primo
equipaggiamento ton venivano correttamente sollecitate.
|
|
Ducati 999r,
bicilindrico

|
|
Non vogliamo
[peccare di presunzione ma un set-up così estremo si adatta
a stili di guida altrettanto al limite quali quelli di Doug
che purtroppo a noi comuni mortali sono sconosciuti. Il
feeling con i pneumatici era davvero ridotto e gestire i 150 CV del Testastretta nel toboga di Laguna Seca era un'impresa
per pochi. Niente di male, con l'aiuto del nostro tecnico,
Ettore Baldini, siamo venuti a capo della situazione nel
giro di un paio di turni: questo conferma le doti di
flessibilità e rapidità di intervento di questa moto, nata
dalla logica delle gare dove la pragmaticìtà e la semplicità
di utilizzo sono una direttiva primaria e assoluta.
Passo a
passo abbiamo prima abbassato la moto posteriormente, dato
che, a causa della molla più dura e della scelta di
sollevare il retrotreno rispetto alla quota di serie, la
Ducati 999R viaggiava su una linea per noi troppo caricata
sull'anteriore. L'idraulica in compressione del mono è stata
poi liberata e da qui in poi le cose sono andate decisamente
meglio, anche a seguito di un'ulteriore variazione
all'estensione della forcella, aperta di un paio di click
per meglio copiare le ondulazioni dell'asfalto. Il
bicilindrico borbotta appena dal silenziatore inox,
impreziosito dalla copertura in carbonio, mentre la
meccanica non si fa sentire più di tanto.
La frizione
necessita di un buon avambraccio per essere azionata,
d'altra parte i kgm richiedono il dazio di molle più dure
per essere trasmessi alla ruota, ma il movimento è molto
scorrevole. La precisione d'innesto della frizione a secco
non è al livello di quelle a bagno d'olio delle jap
plurifrazionate, ma questo aspetto, fastidioso su strada, è
secondario nell'uso in pista. |
|
L'alternarsi di curve
velocissime ad altre lente e il fondo irregolare di Laguna
Seca sono un banco di test severo per qualsiasi moto ed
esigono un rigore assoluto da parte del pilota nella scelta
delle traiettorie. Si passa il traguardo a pieno gas,
infilando le marce fino alla 5a, su di un rettilineo che
sale fino a portare Andretti Hairpin, il cui ingresso è
preceduto dalla curva 1, completamente cieca, a cui si
arriva ad altissima velocità; la situazione è resa ancor più
impegnativa dal fatto che bisogna staccare a moto inclinata
e dobbiamo dire che la 999 R ci ha stupito per la precisione
nel mantenere la traiettoria, pur con i freni tirati e
seguendo una linea davvero difficile, j Dal lato destro "
del rettilineo box si punta infatti a sinistra per portarsi
alla corda dell'ampia curvai. |
|
Ducati 999r,
sotto il vestito....

|
|
Dall'apice
della svolta, sempre frenando, si riporta la moto a destra,
tirando lunga ìa staccata per raccordare le due strette
curve a sinistra dove, in seconda marcia, si raggiungono
angoli di inclinazione elevatissimi. Qui la forcella delia
sportiva boiognese e it nuovo ammortizzatore sfoggiano
prestazioni davvero al top, copiando le ondulazioni che
altrimenti porterebbero ad allargare la traiettoria e
compensando in maniera egregia i cambi di carico dovuti a
frenate e accelerazioni che in questa curva in particolare
si susseguono di continuo.
L'eccellente lavoro delle
sospensioni è coadiuvato dal twin Ducati: la 999 R sfoggia
un propulsore fluido, i kgrn sono erogati in maniera
prevedibile e l'acceleratore più che aprire le vaivoie a
farfalla sembra regolare direttamente la coppia alla ruota,
tanto l'andamento è piatto e regolare. Fin dai 3.000 giri
spinge rotondo, anche se ii gioco si fa serio dai 4.000 in
su, regime dai quale la spinta si fa corposa. Sfoggia II
meglio di sé oltre i 6.000, dai quali corre rapido verso la
barriera del iimitatore, posta a 11.000 giri. |
|
Ducati 999r,
cupolino nuovo

|
|
Questo tipo
di erogazione aiuta nelle curve lunghe, dove si gioca con il
gas per mantenere la linea corretta. Una cartina ai
tornasole è la Rainey Curve, una svolta a sinistra in
contropendenza, dove il motore gioca un ruolo fondamentale:
la coppia motrice aiuta a mantenere la traiettoria e
l'assenza di sticking, ovvero il fastidioso, brusco, stacco
neli'aprire l'acceleratore, permette di disegnare linee
perfette. Stranamente abbiamo registrato i'impuntamento dei
cambio in seconda marcia in più d'una occasione, salendo di
rapporto senza utilizzare la frizione: la seconda non si
deselezionava, impedendo il rapido passaggio alla terza.
Ripetiamo, la cosa ci ha stupito dato che il cambio Ducati
ha sempre brillato per precisione e rapidità, d'azionamento.
L'impianto frenante assicura prestazioni al top e dalla
costanza eccellente, solo dopo molte tornate abbiamo
rilevato un leggero allungamento della corsa, leva.
Un'annotazione rìgua alia gommatura: il pneumatico
sosterìore da 190/50-17 calza-o su un cerchio da 5,5" è un
po' "strizzato" nel canale, it che porta ad avere una
curvatura eccessiva sul bordo dei battistrada che infatti
non viene mai utilizzato (per circa 5 mm), nemmeno in pista.
Oltre a non sfruttare tutta la gomma, quando in curva ci si
avvicina al limite del battistrada si perde sensibilità,
soprattutto in accelerazione: riteniamo più redditizio,
agile e dai miglior feeling un 180/55-17 (omologato su
questa moto). |
|
Ducati 999r,
bagarrre in pista

|
|
Le novità più interessanti rispetto alila versione 2004
delia 999 R sono tutte nel motore. È stata migliorata la
capacità respiratoria del twin bolognese, adottando anche
valvole in titanio maggiorate: 42 mm all'aspirazione (da 40
mm sulla 999 R 2004), 34 mm allo scarico (33 mm). Rilevante
anche la variazione dell'alzata: 13 mm per l'aspirazione
(11,71 mm), 11,5 mm per lo scarico {10,5 mm), ottenuta
montando delle camme che pur "aprendo" di più, variano però
minimamente la durata delle fasi.
Così il motore, pur
riuscendo a scambiare maggiori volumi delle cariche
d'aspirazione e scarico, non assume un carattere scorbutico,
tipico di diagrammi dalla durata e dall'incrocio molto
spinti. Il comando desmodromico è in grado di gestire
ottimamente le maggiori accelerazioni degli equipaggi mobili
(valvole, semiconi, piattelli, ecc), coadiuvato dalla
diminuzione di peso ottenuta con l'uso del titanio e con la
riduzione del diametro dei gambi delle valvole, resa
possibile dal nuovo sistema di ritegno con semiconi, in
luogo dei consueti semianelli. Il maggior diametro delle
valvole ha richiesto l'aumento degli interassi di quelle
coniugate e nuove camere di combustione, dotate di più ampie
aree di squish. |
|
Ducati 999 r,
discesa in piega

|
|
Nuovi i
pistoni forgiati in alluminio (collegati all'albero motore
da bielle in titanio), sul cui cielo le sacche delle valvole
dall'andamento rettilineo rendendono più pulito ed
efficiente il disegno della camera di combustione. Le
mannaie dell'albero motore hanno forma più aerodinamica e
anche i passaggi interni per la lubrificazione delle teste
di biella sono stati rivisti, sia per ridurre i costi di
lavorazione, sia per migliorarne l'efficienza.
Altro ritocco
l'adozione di una ruota fonica per i pick-up di fase e
regime di giri (una volta era l'ingranaggio centrale della
distribuzione che ne svolgeva la funzione), il che
garantisce un segnale più pulito alla centralina. Nuovi gli
iniettori sopra farfalla a 12 fori, in grado dì nebulizzare
meglio la benzina. Un insieme di migliorie che ha portato a
un sensibile aumento delle prestazioni che però, si sa,
costano care: in questo caso 30.000 euro (indicativamente,
chiavi in mano), per avere la rossa più rossa che c'è.
|
|
|
| Pregi
Ducati 999r:
• Potenza ed erogazione motore
• Fac///tà di accesso a//e regolazioni
della ciclistica
•Frenata potente e
costante anche in
pista
•Componentistica di alto livello Difetti
Difetti Ducati 999r:
• Elevato carico di
azionamento della
frizione
• Indurimento dei
cambio nell'uso in
pista |
|
|
|
|