Prova su strada Honda SP-1

Prova Honda SP-1

 

Prova su strada Honda SP-1

 

 

 

 

Honda SP-1:Da quando era uscita mi aveva incuriosito. I pareri dai numerosi recensori italiani ed esteri ed il breve ma significativo test dal concessionario mi avevano tolto ogni dubbio: la VTR SP-1 era una moto speciale, di quelle che se te la compri sei felice una vita, perchè anche se dopo 5 anni dovesse esisterne una versione più aggiornata e più performante non t'importa, provi talmente piacere a guidarla che il tuo unico interesse è andare alla scoperta di strade nuove da percorrere con lei.

 

 

Insomma ce l'ho fatta! Ora ce l'ho. Il piacere, il nerbo e il carattere del bicilindrico con la raffinatezza costruttiva e l'affidabilità di casa Honda: il massimo per me!

Honda SP-1

Prova VTR SP1

Ma andiamo per gradi: le caratteristiche principali? motore bicilidrico da 1000 cc, estremamente lineare nell'erogazione e quindi facile da gestire, iniezione elettronica, ciclistica di altissimo livello con quote che che privilegiano massima velocità di percorrenza in curva e inclinazione (tipo Ducati, per intenderci), peso totale non bassissimo ma assolutamente perfetto per lo stile di guida che la moto richiede, penetrazione aerodinamica particolarmente efficace.

La moto, solo a vederla, emana un fascino particolare, tipico degli oggetti in edizione limitata, sembra una moto che ha nulla che vedere con il catalogo Honda, sembra più una special di un costruttore esoterico, che tira fuori una manciata di esemplari al mese. Insomma il fascino delle cose rare. Di qualità questa Honda ne ha tante e solo guidandola è possibile scoprirle tutte.

Honda SP-1, prova su strada

Honda SP-1, prova su strada

Cominciamo dalla posizione di guida: E' una Honda, pertanto niente ginocchia in bocca e polsi doloranti, ci si sente caricati in avanti quanto basta per avere la sensazione di reattività e di massimo controllo della ruota anteriore, niente esasperazioni inutili tipo Ducati. Lo spazio a disposizione per muoversi è notevole e ci si sposta da una parte all'altra in maniera incredibilmente facile. Le pedane sembrano leggermente meno rialzate e arretrate di quanto ci si aspetterebbe su una race replica. I comandi di acceleratore, frizione e freno anteriore infondono una tale sensazione di qualità che non si può non riconoscere ancora una volta Honda come regina delle due ruote. La frizione ha il comando tramite pompa, inusuale anche questo su una supersportiva.

Appena ci si siede ci si accorge subito della ridotta altezza del cupolino e di quanto sia piccolo lo spazio riservato alla strumentazione, sembra quasi che questa non ci sia. E' illuminata bene e ha una grafica intuitiva anche se sono necessarie diverse ore di guida perchè si raggiunga una certa assuefazione. Spingendo sul pulsante di accensione, il grosso bicilindrico prende vita e il rumore che ascoltiamo è particolare: il tipico borbottio di un bicilindrico di grossa cilindrata con aggiunto un forte fischio di ingranaggi, modulato in frequenza dal numero di giri, insomma più un suono spaziale che l'urlo di una moto da corsa, ed è anche questo che ci porterà a sottovalutare le prestazioni della moto.

Honda SP-1, la Superbike Honda

Honda SP-1, superbike

La prima lunga e la frizione che stacca verso la fine non facilitano le partenze più tranquille, meglio abituarsi ad accelerare un pò di più del solito. Appena partiti e superati i 40 km/h la sensazione di pesantezza e goffaggine che si avvertivano da fermi scompare e lascia il posto ad una guida fatta di precisione, rigore e reattività. Le quote ciclistiche, come detto in precedenza, privilegiano le traiettorie raccordate piuttosto che quelle più spigolose, tipiche delle Yamaha R1-R6, ma basta farsi un giro in città per capire che qui è stato trovato un formidabile compromesso tra stabilità nei curvoni veloci e reattività nel misto stretto, tanto caro a noi motociclisti.

Il motore sale di giri in maniera assolutamente lineare, le vibrazioni, tipiche dei bassi regimi, scompaiono a circa 4000 giri, dove in sesta si viaggia a circa 125 km/h. Alla prima accelerazione piena si rimane un pò straniti, ma dove sono gli oltre 120 cavalli alla ruota? Ci sono, ci sono eccome, basta dare un'occhiata al tachimetro per accorgersi di come questo indichi cifre ben oltre 200!

E' questo il bello di questa moto: la spinta del motore, la facilità di raggiungere angoli di piega vertiginosi, la capacità di frenare in modo sbalorditivo, sono tutte cose che questa SP-1 ci concede senza intimorirci, non si deve insomma pensare alle manovre da fare e soprattutto preoccuparsi di quelle da non fare. Con questa VTR tutto è facile e intuitivo, ci si scopre a percorrere tratti di strada a 20-30 km/h più veloci che con altre moto di ultima generazione e senza il timore e l'impegno che certi altri esemplari concorrenti impongono. Insomma ci si sente su un mezzo superiore, dove per chissà quale grazia siamo più bravi e più performanti.

In curva per esempio, una volta scaldate le gomme (MZ3 di primo equipaggiamento), si può entrare a freni tirati senza nessun accenno ad allargare o a chiudere la curva e ci sente addosso una sicurezza tale che ci si trova a piegare molto di più che con altre moto e la sensazione di stabilità in queste condizioni è talmente elevata che questa invita a piegare ancora di più. Insomma, una vera moto per correre veloci e sono i miei amici a testimoniarlo, anch'essi motociclisti, compagni di tante domeniche passate su passi svizzeri e alpini. Ebbene sono loro a confermare che su questa moto sono diventato imprendibile, in uscita dalle curve il tiro del bicilindrico ti fionda sul rettilineo in maniera esuberante e la sensazione di stabilità dell'avantreno ti invita a raccordare le curve più avanti e a percorrerle più veloci e più piegato.

Anche prima, con la mia R6 ero piuttosto veloce, ma la facilità con cui ora mi lascio dietro il gruppo mi era sconosciuta con la Yamahina. La più grande differenza che bisogna segnalare rispetto a moto più reattive è l'impegno fisico che questa moto richiede, nel senso che le curve le fa e bene ma per farla inclinare dovrete lavorare non solo di corpo ma anche di braccia attraverso il manubrio, quindi niente timori: siate decisi e lei vi ripagherà con traiettorie precise e tempi sul giro veramente notevoli.

Le sospensioni sono di buon livello, solo nell'utilizzo esasperato si desidererebbe un maggior freno idraulico in estensione, freno che non si ottiene totalmente dalle sole regolazioni. Questa Honda esce di fabbrica con le sospensioni tarate piuttosto sul duro ma appena fatta l'abitudine si capisce che sono un compromesso tra sicurezza di guida e prestazioni perciò, a meno che non la si utilizzi subito in pista, si finisce con il rinunciare a metter mano alle regolazioni.

I freni, infine stupiscono oltre che per la potenza e la costanza di prestazioni anche dopo un utilizzo piuttosto intenso, per la modulabilità che il loro comando offre. E' assolutamente esaltante sentire quanto questo impianto a 2 dischi da 320mm restituisca una frenata direttamente proporzionale allo sforzo applicato alla leva e tutto questo con uno sforzo minimo. I consumi, come era da aspettarsi, sono elevati: i due iniettori da 54 mm non ci fanno superare i 14 km/l in autostrada a 130 km/h , i 12 in città e i 15 su strade extraurbane. La riserva è di appena 2,5 litri.

Concludendo: precisione e cura costruttiva in tutte le parti che la compongono, motore molto pieno e sempre pronto, ciclistica di prim'ordine, guida muscolosa ma gratificante, esclusività. Per me una gran moto.
 

Scheda Tecnica Honda Honda SP-1

Non presente

 

Prova Honda Honda SP-1

 

 

 

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