La prova sus trada
della bicilindrica Honda, la SP-2
Honda SP-2:Il rumore del motore è
assordante, e le vibrazioni mi scuotono la spina dorsale. Anche se non
posso vederle, so che le mie nocche stanno diventando bianche. La
velocità sale e il muso si solleva mentre - anche se non vorrei - i!
piccolo bimotore da 19 posti si alza in volo per l'ultima tratta dì un
viaggio dì cui Phileas Fogg avrebbe avuto paura.
Honda SP-2 prova

Honda: compratele le
moto, ma non fatele prenotare le vostre vacanze. Dopo un viaggio del
genere avrei preferito fare tutto if tragitto (ed è lungo, vi assicuro)
in moto.
E dopo aver provato la nuova VTR1000 SP-2 sul tortuoso circuito
di Almeria non mi sarebbe dispiaciuto affatto tornarci a casa: ve lo
dico subito, è tutta un'altra moto rispetto alla SP-1. È stata
modificata, non rìvoluzionata, ma i cambiamenti hanno interessato tutte
le aree che avevano ricevuto critiche sulla SP-1: Honda considera la VTR/SP
la vera ammiraglia della sua gamma e lo sviluppo viene di conseguenza
preso molto sul serio.
Honda SP-2, prova

Leggenda vuole che la
stessa HRC abbia partecipato intensamente alla definizione della moto di
serie. Inoltre, anche se la priorità era chiaramente il titolo mondiale,
sapeva fin troppo bene che il gap separava le moto ufficiali da le altre
era troppo
elevato, e visti gli ìnvestimenti in ballo, la decisione di sviluppare partenza e
un kit gara più completo è stata praticamente obbligata.
Per il 2002 telaio e forcellone stessi per la versione stradale e prendendo i classici due
piccioni fava: una ciclistica stradale molto racing dal costo molto
inferiore. E tutte le modifiche sono state studiate o prese pari pari
dal materiale che la HRC ha sviluppato sulla moto di Edwards: il
cupolino rialzato, per esempio, è esattamente identico.
Gli altri interventi si
sono concentrati sulla riduzione dei peso - sempre importante su
qualunque moto - e una maggior sfruttabilità su strada, ovvero i due
aspetti maggiormente criticati dai clienti Honda. La potenza non è stata
oggetto di particolari preoccupazioni - Forse a torto, data la spinta ai
medi che Aprilia riesce ad esprimere e ì 136 cavalli della nuova Ducati
998S - ma sono comunque saltati fuori 3 cavalli, per un totale di 133.
Non al top della categoria, ma abbastanza per vendere cara la pelle.
Honda SP-2, design race replica

Quello che mi
interessava particolarmente di constatare - visti gli esiti del nostro
test a! Catalunya del maggio scorso - erano gli eventuali miglioramenti alle sospensioni e all'iniezione. Sulla SP-1 la
risposta
all'acceleratore era decisamente brusca ai bassi e ai medi regimi, e sia
forcella che mono davano l'impressione di essere tarate decisamente
male: al posteriore mancava decisamente feedback mentre la forcella non
"reggeva" le staccate più decise innescando qualche saltellamento; anche
passando ore a smanettare con le regolazioni la situazione migliorava
solo marginalmente. Potete immaginare la mia soddisfazione quando ho
saputo che l'impianto di iniezione era stato rifatto sulla falsariga di
quello della VTR ufficiale, e che le sospensioni erano state
profondamente riviste.
A questo punto c'era
tutto il necessario per far riguadagnare il terreno perduto alla
SP-2:
tutto quello che mi restava da fare era stare in piedi girando ad
Almeria, senza dubbio il circuito più traditore di tutta Europa, dove
praticamente tutte le curve sono cieche, chiudono in uscita e non vedono
Fora di mangiarsi gli scalmanati come me a colazione...
Le dieci moto, belle allineate con i camion Dunlop e Castrol del
mondiale SBK sullo sfondo sembravano davvero quelle ufficiali. Un
forcellone del genere non si è mai visto su una moto stradale anche se,
a parte quello e la nuova colorazione bianca, la VTR non sembra granché
cambiata rispetto allo scorso anno. Mentre mi attardavo con gli ultimi
preparativi - visiera chiusa, cerniere chiuse e coperte - la SP-2 faceva
le fusa a! minimo come tutte le bicilindriche giapponesi.
Solo quando la cultura
giapponese scoprirà la pausa pranzo da tre ore e il lasciarsi andare in
pubblico, certe tonalità di scarico saranno dichiarate legali nel Paese
del Sol Levante... Lo splendido contagiri digitale adesso è molto più
visibile dietro il cupolino rialzato mentre schizza come la lingua di un
serpente al minimo tocco dell'acceleratore. Le nuove Dunlop D208 sono
già calde quando io e la SP-2 usciamo dai box nervosi come due ragazzini
al loro primo appuntamento. Ha un gran fisico, ma andremo d'accordo?
Se c'è un circuito che
mette alla berlina una moto non a punto, è Almeria: avendoci già girato
ricordo rapidamente le traiettorie, e la VTR sì trova a dover rispondere
a una bella serie di interrogativi mentre la mia saponetta tocca terra
per la prima volta.
L'ingresso in curva è rapido - per una bicilindrica - e lo sterzo resta
sempre molto neutro. D'altra parte da una Honda non ci aspettavamo altro,
e la vera sorpresa, infatti, sono la composta rigidezza delle
sospensioni e la luce a terra. La casa dell'ala dorata ha fatto le cose
sul serio, stavolta.
Honda SP-2 in pista

Mentre i tempi sul giro
calano costantemente faccio scoperte sempre nuove. Primo, l'accoppiata Showa non è proprio perfetta, con una
taratura ancora un po' morbida. La
forcella accusa ancora qualche saltellamento, anche se si lontani anni
luce dalla SP-1, e a centro curva soffre un po'. Il retrotreno tende ad
accucciarsi molto in uscita di curva: non che si scomponga ma il
feedback ne risente inevitabilmente.
Prima di aumentare
ulteriormente il ritmo, un paio di gentilissimi meccanici Honda mi
aiutano con le regolazioni: un giro di precarico e un click in più di
ritorno per là forcella, un click in compressione al mono. Già a metà
del secondo giro il miglioramento è evidente e si può cominciare a
giocare - e soprattutto, a tirare fuori il meglio della moto. E va
tenuto presente che io ho voluto queste modifiche, ma altri coileght
sono andati in direzioni diverse: ho visto gente più pesante di me
ammorbidìre le sospensioni.
La taratura standard,
in sostanza, è già molto buona:aspettate di andare in pista prima di
metterci le mani, e soprattutto tenete traccia di tutte ìe modifiche: la
sensibilità delle sospensioni è tale da rischiare di compromettere tutto
con pochi click.
Con la moto ''a posto",
mi sono accodato a John McGuinness, pilota Honda nel mondiale
Supersport. Mi fa vedere un po' di traiettorie e iniziamo a girare su un
bei ritmo: il tachimetro improvvisamente inizia a mostrarmi velocità di
15-20km/h maggiori del solito un po' dappertutto, soprattutto nel curvone a destra da terza (e oltre 170 all'ora) chiamato, con poca
fantasia, curva due. Anche su una curva così impegnativa la SP-2 si è
mostrata stabilissima, anche passando sulle irregolarità dell'asfalto
che si trovano all'interno della traiettoria, battendo di oltre 30km/h
il mio limite dell'anno scorso con la CBR600FS.
La curva successiva non
finisce mai - un tornante a sinistra da 120 all'ora con camber negativo.
Se Honda vuole tenere il passo di Ducati in pista, deve essere in grado
di fornire ai suoi piloti angoli di piega a cui le quattro cilindri si
trovano a strisciare i carter a terra. Il grip dell'avantreno si è
dimostrato notevole, almeno quanto la trazione in uscita, quando la
gomma è ancora sulla spalla.
Sulla serie di curve a
destra che seguono - tutte a chiudere - il motore si è dimostrato
importante quanto ia ciclistica. Certo, l'angolo di piega è sempre
elevatissimo, ma è l'acceleratore a definire la traiettoria sulla
sequenza di curve: chiudendolo ìa traiettoria si stringe, aprendolo si
allarga - roba da prima lezione di guida in pista. La SP-1, però, non
sarebbe stata la moto ideale per insegnare i! concetto ad un
principiante: la risposta cattivissima all'acceleratore gli avrebbe
fatto spuntare più di un capello bianco. L'impianto di cui è dotata la
SP-2, invece, è stato pesantemente rivisto e ne esce dolce come un
cioccolatino; il feedback dal retrotreno, poi, aiuta a sfruttare al
megìio la sensibilità dell'acceleratore: di colpo ci si trova a
pennellare traiettorie precisissime su ciascuna delle impegnative curve
di Almeria.
Ma bastano pochi giri,
tuttavia, per far emergere la maggior debolezza della SP-2: la coppia.
Il valore massimo non è lontano dalla concorrenza, ma si trova a 8.000
giri, quando PAprilia RSV lo eroga a soli 6.700, ed è questo il segreto
della spinta in uscita di curva della Mille. Anche la Ducati non riesce
a tenerne il passo, e sarà questa la domanda più interessante quando
potremo» mettere a confronto le tre bicilindriche.
Per i piloti meno
esperti - o per quelli che in pista non ci vanno tutti i giorni -questa
pecca si potrebbe però trasformare in un pregio. La SP-2 infatti non
anestetizza il cervello con una spinta istantanea: la osta
all'acceleratore permette di aprire I prestissimo, dì non dover fare
troppa attenzione a dosare la manetta quando ci si j trova ancora in
piega, e le nuove sospensioni scaricano a terra la potenza | senza la
minima esitazione. !) fatto è che, non appena fuori dalia curva sarete :
un po' più dritti e spalancherete il gas ; con la cattiveria di un
pitbult imbottito di nandrolone, vi aspetterete una spinta devastante..,
che non arriverà! In pista ci si può permettere dì tenere la SP-2 beila
alta di giri, e il problema è superabile, ma per strada la scarsità di
coppia sarà un po' un fastìdio. La perdoniamo solo per la spinta in
alto...
La maggior parte delle
bicilindriche sono veloci pur sembrando lente, stando al vecchio luogo
comune; le curve di coppia e potenza sono così piatte da non dare la
sensazione dell'accelerazione. La SP-2 non è così: la ■ potenza sale
rabbiosa dai 7.000. la spinta aumenta ancora attorno agli 8.000 : e si
ferma solo ai 10.000, dove interviene ; il limitatore. Il rettilineo dì
Almeria, di soli 950 metri, bastava per vedere oltre i ; 240 all'ora,
con ancora un bel po' di quinta da spremere. Un bicilindrico decisamente
veloce.
La conferma arriva
dalle capacità impennatole: i monoruota richiedono una risposta precisa
all'acceleratore. equilìbrio delia ciclistica e tanti, tanti cavalli, La
VTR-SP2 passava tranquillamente i 370 su una ruota, quasi fosse in
souplesse. E anche le frenate a posteriore alzato sono facilissime,
grazie all'ottimo impianto Nissin. C'è potenza - e sensibilità - da
vendere, per cui tirarne fuori il meglio è facilissimo. L'unica nota
negativa è la quantità di gioco che prende subito la leva, che in pista
va per forza regolata alla maggior distanza dalla manopola.
In generale la SP-2 mi
è piaciuta molto. Agile e precisa al limite pur restando più facile
delle rivali italiane. Ottima la nuova ciclistica sviluppata dali'HRC e
ie modifiche effettuate all'iniezione. La SP-1 aveva qualche diletto, e
la Honda è intervenuta su ciascuno di essi, dal primo all'ultimo. La
SP-2 è veìoce, ben frenata e pronta ad aggredire strade e piste fianco a
fianco con Ducati e Aprìlia.
Le nostre uniche
riserve riguardano il motore, dall'erogazione un po' troppo appuntita, e
ì maledetti piolini sotto le pedane. 1 bicilindrici, per definizione,
dovrebbero offrire tanta spinta ai medi e altrettanta luce a terra, per
sfruttare ai meglio le velocità a centro curva che la snellezza del twìn
permette.
Migliorare la luce a
terra non è affatto difficile, ma convincere il motore ad erogare più
coppia in basso non sarà affatto banale.
I test delle bicilindriche 2002 saranno entusiasmanti: la prima della
classe Aprilia non è cambiata mentre Ducati, con la 998, e Honda hanno
alzalo la
posta. Probabilmente dovremo portarle tutte in qualche località esotica
e spremerle per bene in pista e su strada: state sicuri che leggerete un
test da paura.
Scheda Tecnica Honda Honda SP-2
Tecnica
Motore 4 tempi
Alesaggio 100 x 63.66 mm
Cilindrata 999 cm³
Rapporto di Compressione 10,8:1
Numero cilindri 2
Tipo motore a V
Orientamento longitudinale
Alimentazione Iniezione
Potenza 135 cv
99 kW
Regime di potenza massima 10000 giri/min
Coppia 102 Nm
Regime di coppia max. 8000 giri/min
Velocità max. 270 km/h
Cambio 6 marce
Trasmissione finale catena
Avviamento elettrico
Ciclistica
Telaio doppio trave
Materiale telaio alluminio
Freni anteriori: numero 2
Freni anteriori: tipo disco
Diametro freni anteriori 320 mm
Freno posteriore: tipo disco
Diametro freno posteriore 220 mm
Cerchio anteriore 3,50x17
Cerchio posteriore 6,00x17
Pneumatico anteriore 120/70-17
Pneumatico posteriore 190/50-17
Dimensioni
Peso 194 kg
Lunghezza 202 cm
Larghezza 72 cm
Altezza sella 82 cm
Interasse 1420 mm
Capacità serbatoio 18 l
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Prova Honda Honda SP-2
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