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Honda VFR 800 VTEC: Nella
banda degli smanettoni della mia compagnia io sono considerato il
più "mototurista". Sarà perché, in periodo di vacanze, sono uno dei
pochi che non si spaventa all'idea di qualche migliaio di km in sella o
perché, quando bisogna eseguire qualche prova su una pista piuttosto
lontana dalla base, propongo sempre di raggiungere la location
direttamente in moto..
Fatto sta che appena in
redazione è arrivato un esemplare del nuovo VFR800, abituati ai
bolidi superbike-replica passati ultimamente da queste parti,
tutti hanno cominciato a tirarsi indietro e a fare gli schizzinosi.
Prova Honda VFR 800

Nel giro di dieci
minuti le chiavi sono volate sulla mia scrivania: "Tieni . divertiti..."
mi fa Mirco ridacchiando sotto i baffi. Il problema è che i poveretti
hanno un po' sottovalutato le potenzialità sportive della
mangiachilometrì di casa Honda e in questo caso in particolare non
avevano considerato cosa sarebbe stato in grado dì fare il nuovo motore
VTEC.
Mentre mi allontanavo
dall'ufficio in impennata, mettendo il VFR a candela senza il minimo
utilizzo della frizione, lo sguardo stupefatto (avete presente un pesce
lesso?) di ALE mi ripagava della fredda giornata autunnale. Il poverello
probabilmente aveva capito che con quella moto mi sarei divertito
davvero...
Ma andiamo ad
incominciare. Secondo me non poteva esistere periodo migliore dell'anno
per testare l'ultima versione della Honda 4V. Terminati gli eccessi
estivi, durante i quali passano inevitabilmente in secondo piano aspetti
come la comodità e la protezione aerodinamica, l'autunno rappresenta un
banco di prova perfetto per valutare le doti di una sport tourer.
Prova Honda VFR 800,
frontale

Già, perché in
principio le Honda VF erano una famiglia sportiva. Poi, per tutta una
serie di motivi, la stirpe si era ridotta ad un solo esemplare da 750cc
e, attraverso affinamenti e alti e bassi vari, alla versione da 800cc di
un paio di anni fa. Abbandonata a livello delle competizioni la strada
del V4 a quattro tempi, Honda si è ricordata di essere il motorista più
tecnologico nel panorama motociclistico.
In vena di trapianti o,
se volete, sinergie, ecco planare anche sulle due ruote la sigla VTEC:
ampiamente utilizzato sui modelli "cattivi" delle auto Honda, il sistema
prevede un funzionamento differenziato della distribuzione a secondadel
regime di giri. Molto semplicemente, vengono usate due delle quattro
valvole di ciascun cilindro fino a un certo regime, a partire dal quale
tutte iniziano a lavorare.
I vantaggi di questo
tipo di funzionamento dovrebbero essere dati da una migliore coppia in
basso e da una riduzione dei consumi. Altra novità è l'abbandono della
cascata di ingranaggi per il comando della distribuzione, per
risparmiare peso. E soldi. Tutto questo ben di Dio viene offerto in una
nuova confezione regalo: frontale spiovente da uccellacelo e scarichi
simili a cannoncini carenati sono i particolari che si notano subito.
Questa volta sarà dura grattarli sull'asfalto, a meno di non
esagerare... Belli ma terrorizzanti i radiatori sulle fiancate: non oso
immaginare quanto potrebbe costare la riparazione di ognuno in seguito a
rottura per una banale scivolata.
Prova Honda VFR 800, lo
scarico doppio

La moto ostenta la sua
tecnologia da tutti i particolari: il cruscotto quasi distrae dalla
guida, per via della quantità di informazioni disponibili. Unico
strumento analogico rimasto, il contagiri.
-Consiglio di lettura
#1: non fatevi spaventare dalle cifre del termometro digitale. Da sempre
il V4 scalda parecchio -da quando ha l'iniezione e il catalizzatore
addirittura esagera - ma è tutto normale.
-Consiglio di lettura
#2: non spaventatevi neppure della velocità con cui l'indicatore del
carburante scende durante una sparata autostradale a manetta. Anche
questo è normale. Il contenimento dei consumi a cui fanno cenno le
cartelle stampa Honda si riferisce a velocità da turismo "tranquillo",
non a situazioni da ritiro della patente...
Una volta in sella
colpiscono due cose: la posizione di guida e il rumore del motore.
Ancora una volta è riuscita a proporre una moto che, come quote, si
adatta un po' a tutti i piloti. E una volta tanto, nonostante tutte le
strozzature per il contenimento delle emissioni inquinanti, il suono del
motore è semplicemente affascinante.
Prova Honda VFR 800, blu
notte

Sia in sella, sia a
bordo pista quando è qualcun altro a strapazzarla si è talmente appagati
dal suo sound che si starebbe ad ascoltarlo per ore. Cosa sarebbe mai
con scarico e aspirazione liberi? Il funzionamento del motore è
particolare rispetto a quello di un propulsore "convenzionale" e si
rispecchia perfettamente nei cambiamenti di rumore individuabili durante
l'arco di erogazione.
A bassi regimi, sotto i
6.500 giri circa, sembra quasi di avere a che fare con un bicilindrico;
più che funzionare a due valvole sembra che i pistoni delle due bancate
siano incollati tra di loro. Si passano senza alcun patema d'animo tutte
quelle situazioni di sofferenza per un quattro cilindri, tipo inversioni
di marcia, tornantini da 20 all'ora ecc. Passati i 6.500 di colpo i
pistoni tornano quattro, le valvole sedici e tutta l'artiglieria di cui
la VFR è dotata entra in Eunzione. Nelle prime due marce sembra
addirittura che ad un certo regime si attivi un motore turbo, tanto
cambiano rumore ed erogazione. L'allungo e la sensazione di spinta sono
notevoli, e nei rapporti inferiori vengono castrati soltanto da quel
guastafeste del limitatore, secondo me, in questo caso, fin troppo
prudenziale.
Mah, sarà per i
consumi... ma accidenti mi rovinava tutte le impennate di gas. La cosa
più interessante comunque è che questa "doppia faccia" del motore VTEC
consente di utilizzare la VFR sia come tranquilla moto da turismo -
comoda, paciosa e amichevole come vi aspettereste da un mezzo come
questo - sia come sportiva sufficientemente aggressiva per non farvi la
figura dei polli la domenica che decidete di andare al mare via
Serravalle con i vostri colleghi smanettoni.
Il cambio, dolce e
preciso, è un continuo invito alla guida aggressiva: troppo bello e
facile andare su e giù con le marce, anche solo per sentire il rumore di
aspirazione e di scarico. A tanta grazia motoristica si affianca una
ciclistica decisamente facile. Scordatevi la reattività di un GSXR 750 o
di un CBR 900, preparatevi piuttosto ad una dolcezza e prevedibilità di
comportamento che sono l'ideale su una moto come la Honda VFR.
Non ci sono reazioni brusche o difficilmente controllabili; non c'è
ovviamente la medesima precisione chirurgica di sportive pure, ma in
compenso manca anche tutto lo stress che un'impostazione radicale della
ciclistica porta in dote. Niente dolori di schiena e natiche piagate
dalla risposta dell'ammortizzatore, niente sbacchettamenti. Ovviamente
si paga qualcosa in termini di sensibilità all'avantreno e rapidità di
ingresso in curva, ma questa non è la moto per fare il record sul giro
al Mugello.
Questa è la moto per
andare al Mugello a vedere le corse, divertirsi lungo la strada e
tornare a casa freschi come delle rose. Anche perché il nasone del
cupolino fa maledettamente bene il suo mestiere e si possono tenere i
200-210 senza spalmarsi più di tanto sul serbatoio. In più ci sono anche
degli splendidi attacchi di serie per le borse...
E ì freni? Beh, prima o
poi qualcuno deve spiegarmi perché Honda si ostini a montare il CBS.
"Per facilitare i principianti", dicono; e allora perché non lo mettono
anche sulla CB500?! lo continuo a rimanere dell'opinione che,
soprattutto nella guida sportiva, pinze e dischi farebbero molto meglio
il proprio lavoro senza le inutili complicazioni che il sistema di
frenata CBS impone. Mi sono convinto di questo soprattutto dopo avere
sperimentato quei veri e propri orgasmi di impianto frenante che montano
gli ultimi modelli di CBR e SP1. Nella moto in prova, poi, il pedale del
freno posteriore era estremamente sensìbile: una zampata un pò troppo
decisa e tutta la moto tirava a destra Va bene, in città sarà anche
l'ideale per impedire al motociclista appena sceso dal Vespone di
mantenere meglio il controllo in caso di frenata di emergenza, ma se
volete dedicarvi alla guida sportiva disattivare il CBS, sarà una delle
prime cose da fare appena arrivati a casa. Come abbiamo fatto
noiperìburnout...
In ogni caso gran bel
mezzo, la nuova VFR. Certo, non sarà arrapante come un CBR900 o comoda
come una Goldwing, ma questa è una moto a 360°: in grado di accontentare
motociclisti in cerca di sensazioni completamente diverse, a seconda
dell'umore della giornata. Per rasentare la perfezione ci vorrebbero
poche modifiche, che sicuramente non farebbero aumentare il prezzo. Per
prima cosa consigliere! di accorciare un pelo il rapporto finale: non
c'è verso di prendere tutti i giri in sesta, nemmeno in discesa. Abbiamo
visto i 257 indicati - quelle pippe degli altri giornali si sono fermati
a 252 - ma ancora lontani dal limitatore. Poi sarebbe bello avere una
forcella completamente regolabile.
Capita che in alcuni
situazioni occorra un maggiore freno in estensione; intorno alla massima
velocità si innescano dei piccoli, fastidiosi alleggerimenti e
serpeggiamenti dell'avantreno sulle piccole asperità. Nulla di
drammatico, ma una toccatina all'idraulica sarebbe un toccasana. E per
pagare le due modifiche basterebbe montare un impianto frenante
tradizionale. Tre piccioni con una fava sola. Saremo accontentati per il
2003?
Scheda tecnica Honda VFR 800 VTEC
Motore 4 cilindri a V di
90°, 4 tempi, 16 valvole, (DOHC), raffreddato a liquido
Alesaggio x corsa 72 x 48 mm
Cilindrata 781,7 cc
Rapporto di compressione 11,6:1
Alimentazione iniezione elettronica PGM-FI
Potenza massima 80 kW a 10.500 giri/min
Coppia massima 80 Nm a 8.750 giri/min
Accensione digitale transistorizzata, controllata da
computer, con anticipo elettronico
Avviamento elettrico
Cambio a 6 rapporti
Trasmissione catena
Interasse 1.460 mm
Altezza della sella 805 mm
Altezza da terra 130 mm
Lunghezza 2.120 mm
Larghezza 735 mm
Altezza 1.195 mm
Capacità serbatoio carburante 22 l
Ruota anteriore 17”x 3.5”, 6 razze in alluminio pressofuso
Ruota posteriore 17”x 5.50”, 5 razze in alluminio pressofuso
Pneumatico anteriore 120/70 ZR17 (58W)
Pneumatico posteriore 180/55 ZR17 (73W)
Sospensione anteriore forcella telescopica a cartuccia
H.M.A.S. da 43 mm, con regolazione micrometrica del
precarico, escursione 109 mm
Sospensione posteriore Pro-Link con monoammortizzatore
H.M.A.S. caricato a gas, con regolazione micrometrica del
ritorno e regolabile nel precarico (7 posizioni), escursione
120 mm
Freno anteriore doppio disco idraulico flottante da 296 x
4,5 mm, con pinze a tre pistoncini, ABS e pastiglie in
metallo sinterizzato
Freno posteriore singolo disco da 256 x 6 mm, con pinza a
tre pistoncini, sistema Dual Sport CBS e pastiglie in
metallo sinterizzato
Peso a secco 218 kg |
Prova Honda VFR 800
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