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Eccoci in sella ad una delle
novità più attese del 2005: la “Super Duke”, come è stata
soprannominata, è una naked stradale che inaugura un nuovo
segmento per la Casa austriaca e segna un nuovo punto di
riferimento per le naked ad alte prestazioni. E su strada fa
paura…
KTM Duke 990

Scarica il Filmato di presentazione della KTM Duke 990 !!!
“Uhm, se quel che si
legge corrisponde a verità quest’anno il campionato Naked
avrà una nuova protagonista…”
Questo il pensiero che aleggiava tra i giornalisti alla
vigilia della presentazione alla stampa internazionale della
KTM 990 Duke.
Le forme spigolose ed essenziali, la dotazione ciclistica
sopraffina ed i numeri di cui viene accreditato sulla carta
il nuovo bicilindrico otto valvole della Casa austriaca
alimentavano la voglia di salire in sella e verificare se
quanto promesso nel corso delle tante anticipazioni
corrispondesse a verità. Teatro del test sono state le
splendide strade di Fuerteventura, tranquilla località di
villeggiatura nelle Canarie: un’isola dal paesaggio brullo,
con lunghe spiagge che si affacciano sull’oceano, clima
primaverile tutto l’anno, tanti nudisti e… un asfalto
vulcanico in grado di assicurare un grip da non crederci!
KTM Duke 990,
prova su strada

Su queste strade abbiamo
avuto modo di mettere alla frusta la grintosissima naked
austriaca, rimpiangendo di non aver portato con noi la tuta
(le curve ginocchio a terra su questi tornanti sono alla
portata quasi di tutti) e verificando che il prodotto
realizzato dalla Casa di Mattighofen è, se possibile,
superiore alle aspettative e passibile di pochissime
osservazioni.
La “Super Duke” è un prodotto assolutamente maturo e
versatile, in grado di adattarsi alla guida dei più
smaliziati piloti pur senza tradire chi non ha troppa
esperienza: su strada convince per la sua erogazione sempre
fluida e all’occorrenza vigorosa e per il comportamento
brillante di una ciclistica che non teme di essere messa
alla corda.
KTM Duke 990,
anteprima

Per la felicità dei
clienti più esigenti, verrà presto messo a punto un catalogo
“Tuning Parts” di accessori in carbonio realizzati per
ridurre ulteriormente il peso a secco della moto (185 kg, ma
si potrebbe ottenere un risparmio di circa 3 kg), cui presto
si aggiungerà anche una coppia di cerchi in carbonio ed un
impianto di scarico racing firmato Akrapovich, non omologato
ma ben 6 kg più leggero di quello di serie.
E poi ancora borse da serbatoio, antifurto, protezioni…
La 990 Duke arriverà in concessionaria nelle due grafiche
arancio-nera e nera, ad un prezzo di poco superiore ai
12.000 Euro su strada. Per il momento la filiale italiana ne
importerà 350 esemplari.
La risposta alla domanda di apertura? Si, c’è una nuova
bestia nera tra le naked…
Il motore
KTM Duke 990,
il motore

Il motore della 990 Duke
costituisce un’evoluzione del già noto LC8 da 950cc che
equipaggia l’Adventure. Si tratta di un bicilindrico a V di
75° DOHC raffreddato a liquido dalle peculiarità sportive e
dal peso estremamente contenuto: con i suoi 58 kg è il più
leggero bicilindrico della sua categoria.
Per adattare il twin austriaco alle caratteristiche di guida
di una naked stradale, sono state introdotte numerose
modifiche rispetto al progetto di base: l’adozione di un
moderno impianto di alimentazione ad iniezione elettronica,
ad esempio, e una maggiorazione della cilindrata (salita a
990cc grazie ai nuovi cilindri con alesaggio da 101mm).
KTM Duke 990, due cilindri

Il nuovo motore, dotato
di un albero a gomiti monolitico forgiato, ha un unico
albero ausiliario multifunzione, che da solo provvede al
bilanciamento delle vibrazioni, alla pompa dell’acqua,
all’avviamento elettrico e a diversi altri scopi; ma
nell’ottica di un contenimento dei pesi si inserisce anche
la scelta di nuovi pistoni alleggeriti.
Come già accennato, all’alimentazione provvede un impianto
di iniezione elettronica sequenziale Keihin con due corpi
farfallati per cilindro, gestito attraverso una centralina a
32 bit che comunica con le sonde lambda disposte nei
cilindri e contribuisce, insieme all’impianto di scarico in
acciaio dotato di catalizzatore a tre vie, a contenere le
emissioni inquinanti entro i limiti imposti dalla normativa
Euro 2.
KTM Duke 990,
arancione KTM

La trasmissione sfrutta un
cambio a sei rapporti appositamente sviluppato per
l’utilizzo stradale ed abbinato alla frizione idraulica
dotata di pompa radiale, il che consente di ridurre lo
sforzo alla leva, aumentare la precisione ed eliminare la
necessità di interventi periodici.
Notevoli le prestazioni assolute erogate: 88 kW (120 cv) di
potenza massima a 9000 giri/min e 100 Nm di coppia a 7000
giri.
La ciclistica
KTM Duke 990,
telaio e ciclistica

Il telaio in tubi di acciaio al cromo-molibdeno,
esteticamente simile a quello della 950 Adventure, pesa meno
di 9 kg ed è stato progettato per garantire la massima
rigidità torsionale al mezzo. E’ abbinato a sospensioni di
impronta spiccatamente sportiva e caratterizzato da quote
ciclistiche che lasciano trasparire la maneggevolezza che
abbiamo effettivamente riscontrato guidando la Duke: 1438mm
di interasse ed un’inclinazione del cannotto di sterzo pari
a 23,5° costituiscono il giusto compromesso per gestire i
tanti cv di questa naked senza rinunciare a divertirsi nel
misto.
KTM Duke 990,
frontale

La forcella White Power a steli rovesciati da 48mm ha
un’escursione di 135mm e può essere regolata nel precarico e
nel freno in estensione e compressione; ad essa è abbinato
il forcellone, lungo 575mm, realizzato con elementi estrusi
e conificati in alluminio, fissato senza leveraggi
progressivi ad un monoammortizzatore White Power
pluriregolabile, che garantisce ben 160mm di escursione.
L’impianto frenante Brembo annovera una pompa radiale
anteriore che impartisce il comando alle due pinze fisse a
quattro pistoncini, che agiscono sulla coppia di dischi
flottanti in acciaio da 320mm. Al retrotreno troviamo una
pinza flottante a pistoncino singolo su disco fisso da
240mm.
I cerchi a cinque razze in fusione di alluminio sono stati
realizzati ad hoc dalla Brembo con l’intento di contenere il
più possibile le masse non sospese: sono equipaggiati con
pneumatici Pirelli Diablo con misure 120/70 ZR17 e 180/55
ZR17.
Il serbatoio, da 15 litri, è stato realizzato in poliammide
per ridurre ulteriormente il peso e contiene al suo interno
la pompa del carburante con regolazione di pressione:
all’occorrenza, per eseguire lavori di manutenzione, lo si
può ribaltare senza doverlo
KTM Duke 990,
freni

Comfort e
funzionalità
KTM Duke 990,
freni

Sarà per le grafiche (specialmente nella versione
nero-arancio), sarà per la strumentazione, sarà per il
doppio gruppo ottico anteriore, ma la 990 Duke non perde in
alcun modo il “family feeling” con il resto della gamma KTM,
nonostante sia una sportiva di chiara impronta stradale.
Meno compatta di quanto sembri in foto, questa naked
muscolosa ed aggressiva ci guadagna decisamente nel contatto
dal vivo: il serbatoio, per dirne una, risulta meno
spigoloso di quanto appaia in foto, e piacevole è la sua
sagomatura ed il trattamento opaco delle superfici cui è
abbinata la verniciatura, metallizzata e coperta da uno
spesso strato di trasparente, che ricopre il caratteristico
puntale ed il cupolino.
KTM Duke 990, dall alto

Le dimensioni sono compatte ma non troppo, la sella è
ospitale per il pilota (gli consente anche agevoli
spostamenti nella guida sportiva) ma invoglia poco il
passeggero, che deve fare i conti con l’assoluta mancanza di
appigli e stare attento a non scottarsi sul voluminoso
impianto di scarico che gli passa a un millimetro dalle
gambe. Al di sotto di essa, celato da una serratura,
troviamo un piccolo vano portaoggetti. La posizione di guida
offerta è corretta, con il busto dritto, i comandi a pedale
distanti il giusto ed il manubrio che può essere,
all’occorrenza, ravvicinato un pelo per adeguarsi ad un
differente stile di guida.
KTM Duke 990,
strumenti

La strumentazione è completa e composta da due elementi:
sulla sinistra troviamo un display lcd multifunzione, che
indica la velocità e la temperatura del liquido
refrigerante, ma fornisce anche il contakm, l’orologio e due
trip parziali; sulla destra troviamo poi l’ampio contagiri
circolare a fondo arancio, secondo tradizione KTM. Il tutto
è compreso in un pannello in plastica scura (dove si trovano
anche le spie luminose indispensabili) ed alloggiato dietro
lo striminzito cupolino che ingloba il faro con doppio
proiettore verticale e fornisce un riparo al pilota prossimo
allo zero.
Poco più su troviamo il massiccio manubrio Renthal in
alluminio conificato ad alta resistenza, coi blocchetti
elettrici essenziali ma onesti, la bella coppia di leve
comodamente regolabili e dotate entrambe di pompa radiale e
gli specchi retrovisori, di qualità superiore alla media e
stabili anche a velocità molto elevate.
Su strada
KTM Duke 990,
piega nera

Avviato il motore, ti colpisce subito quel suono rabbioso
che è poi parte integrante del carattere di questa moto, e
la tonalità di scarico al limite dello “street illegal”
eppure regolarmente omologata: il borbottio lo senti
trasformarsi in un ruggito, man mano che snoccioli le marce
e cerchi di prendere confidenza tastando la reazione del
mezzo alle più vigorose aperture del gas. La Duke è un mezzo
che sorprende, che fa sembrare tutto facile, anche ciò che
decisamente non lo è. La prima cosa che colpisce è il
propulsore: pastoso, in grado di riprendere sin dai 2000
giri senza incertezze, acquista vigore al di sopra dei 3500
e si fa rabbioso man mano che la lancetta sale,
dimostrandosi in grado di allungare in modo lineare sino ai
9.500 giri. Il cambio è preciso e la frizione svolge
onestamente il proprio compito ed è capace di far fronte
anche alle esigenze dei piloti più scalmanati.
Il motore sembra addirittura ”troppo” per le esigenze di una
naked: affronti le prime curve, poi scorgi un tratto di
rettilineo e cominci a tirare, guardi il tachimetro che
indica i 200 km/h mentre la pressione del vento ti spacca il
collo (la protezione aerodinamica offerta è minima al di
sopra dei 130 km/h), ti sorprendi pensando di essere in
quinta e dici “beh, mica male!” e poi invece scopri di
essere addirittura in quarta!
In prima e seconda marcia bisogna dosare il gas se si vuole
tenere a terra l’avantreno: ma anche spalancando, le
reazioni della ciclistica sono sempre sincere e
difficilmente mettono in difficoltà. Proprio la ciclistica
costituisce l’altro grande punto di forza della 990 Duke: la
moto scende in piega senza esitazioni, l’avantreno granitico
trasmette sempre una grande sicurezza e la ruota motrice
perde difficilmente aderenza. Evidentemente progettata per
piegare, la Duke non presenta superfici spigolose in grado
di toccare terra prima del ginocchio del pilota (!) ed offre
un comportamento sempre molto neutro che consente anche di
correggere le traiettorie a curva già impostata.
KTM Duke 990, strada

Strepitose le prestazioni dell’impianto frenante, specie il
doppio disco anteriore che è modulabile e potentissimo
(tanto da chiedersi se non sia troppo potente per il grip
mediocre offerto dalla maggior parte delle strade italiane),
consente spazi d’arresto sensazionali, non ha rivelato
affaticamento nemmeno negli oltre 200 km di prova cui lo
abbiamo sottoposto e potrebbe essere accusato di un’unica
pecca: rappresenta un’incitazione allo stoppie!
KTM Azienda

Fondata nel 1953 dai signori
Kronreif e Trunkelpolz, la KTM ha da subito cercato e
trovato una connotazione spiccatamente sportiva per i propri
prodotti: questo fattore si è tradotto, nel corso degli
anni, in una quantità strabiliante di titoli mondiali vinti
in numerose discipline, dal fuoristrada ai GP. Passata nel
corso dello scorso decennio attraverso un periodo di crisi
che ne ha decretato la bancarotta nel 1991 e la rifondazione
nel 1992, l’azienda austriaca ha registrato da allora una
crescita incessante delle proprie vendite (l’anno passato
tale incremento è stato dell’81%!), accompagnata
dall’ampliamento della gamma e dall’inarrestabile serie di
successi agonistici riscossi, cui si accompagna l’incessante
lavoro di ricerca e progettazione che si è spinto
recentemente anche nel campo delle sportive stradali di
grossa cilindrata, come la RC8.
L’Italia è divenuta il quarto mercato di KTM: qui, nello
scorso anno, la Casa ha riscontrato un incremento delle
vendite pari al 28%.
Ma gli obiettivi dei manager della factory di Mattighofen
sono ben maggiori: “Miriamo a diventare la più grande
azienda motociclistica d’Europa!”.
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