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IL DISCORSO è
abbastanza complesso. Per sintetizzarlo si può comunque
cominciare col dire che, in linea di massima, quanto più
elevato è il numero di pezzi prodotti, tanto minore è il
costo di ognuno di essi. La ragione è semplice, come
vedremo.
Prototipo Moto, i costi sono altissimi

Se viene
adottato uno stesso procedimento produttivo, è
evidente che i costi iniziali delle attrezzature (conchiglie
metalliche, stampi) vengono "ammortizzati" maggiormente, in
quanto appunto ripartiti su un numero maggiore di pezzi.
Se ad esempio il costo delle attrezzature è 100.000 euro,
ripartendolo su 500 pezzi incide nella misura di 200 euro
per ciascuno di essi.
Se invece di
pezzi ne vengono prodotti 2500, esso inciderà nella misura
di 40 euro ciascuno. Chiaro, no? Ma non è tutto, perché il
procedimento di fabbricazione più conveniente
sotto l'aspetto economico varia in funzione del volume di
produzione. In altre parole, se i pezzi sono pochi, conviene
impiegare un sistema che porta ad avere un costo unitario
piuttosto elevato, ma che comporta solo un minimo
investimento iniziale per te attrezzature. In caso contrario
il costo di queste ultime potrebbe essere ripartito solo su
di un numero ridotto di parti prodotte e
quindi inciderebbe in misura molto cospicua su ciascuna di
esse!
Un
prototipo della nuova Speed Triple, realizzato seguendo l
idea del grande Carlo Talamo

È per questa
ragione che se i pezzi che devono venire realizzati sono
dell'ordine di qualche migliaio al massimo, può convenire
l'impiego, per i componenti di alluminio, della classica
fusione in sabbia. L'investimento iniziate, in questo caso,
è in pratica costituito soltanto dalla realizzazione del
modello, delle anime e delle casse d'anima. Ogni singolo
pezzo ha un costo abbastanza alto in quanto la manodopera
necessaria non è poca (realizzazione delie impronte,
ramolatura delle anime, di staffatura...).
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Se invece il
componente è destinato ad essere prodotto in svariate
migliaia di pezzi, conviene senz'altro passare alla
fusione in conchiglia.
Il costo degli investimenti iniziali
è sensibilmente più alto ma, grazie alla migliore
"utilizzazione" del metallo, alla minore manodopera
necessaria (spesso il procedimento può addirittura essere,
almeno in larga misura, automatizzato) e alta minore
quantità di materiate da asportare mediante le successive
lavorazioni meccaniche, da un certo numero in su it costo
per ogni pezzo prodotto diventa notevolmente inferiore.
Con ta pressofusione lo spreco di materiale è ancora minore, it
processo è in pratica del tutto automatizzato e i
soprametalli sono più modesti; il costo delle attrezzature è
però notevolmente più atto eentrambi i tati l'accoppiamento
è con interferenza e questo assicura la stabilità
dell'unione.
Gli assi d'accoppiamento vengono realizzati in
acciaio da cementazione ed hanno una elevatissima finitura
superficiale. |
Per questa
ragione it procedimento risulta conveniente solo per
volumi produttivi che in genere sono dell'ordine delle
decine di migliaia di pezzi (va inoltre ricordato che non
tutti i componenti in tega leggera possono essere prodotti
con questo sistema).
Dunque, per realizzare parti in lega leggera
destinate a motori prototipo o da competizione si ricorre di
norma alla fusione in sabbia (con notevoli costi
individuali, in quanto i pezzi prodotti sono pochissimi) o
addirittura atta lavorazione alle macchine utensili,
partendo dal pieno.
Tanti
pezzi speciali per un prototipo

Quest'ultimo
procedimento è molto costoso, anche se oggi risulta più
agevole, rispetto al passato, grazie alta possibilità di
controllare mediante sistemi computerizzati tutto il ciclo
di lavorazione. Bastano un programma di lavoro ben studiato
e tutte te quote di lavorazione stabilite dal progettista.
Insomma, i pezzi dal pieno vanno bene solo quando si tratta
di numeri molto modesti (dell'ordine delle decine, in
genere). Per i componenti in acciaio si adotta questo
procedimento produttivo pure per numeri un poco superiori
(dell'ordine anche di qualche centinaio) dato che it costo
degli stampi per forgiatura è attissimo.
Anche i
pezzi ottenuti per fusione (come pure quelli realizzati
mediante fucinatura) vanno sottoposti alle lavorazioni
meccaniche. Qui i fattori che entrano in gioco, per quanto
riguarda i costi, sono svariati: il tempo, la quantità di
materiale da asportare, il numero delle lavorazioni (e dei
piazzamenti) e perfino il consumo degli utensili. Quello che
è ok per le realizzazioni di serie in molti casi non lo è
per i componenti destinati ai motori da corsa.
Le
tolleranze (di forma, di posizione e dimensionati) in
molti casi devono essere sensibilmente minori. Quando i
numeri di produzione sono alti i pezzi spesso vengono divisi
in varie classi dimensionati; questo consente di ottenere i
previsti giochi di accoppiamento anche senza adottare
tolleranze di lavorazione particolarmente ristrette, con
ovvi vantaggi in termini di riduzione dei costi.
Per i
componenti destinati a motori da competizione una
soluzione del genere non è neanche pensabile, inoltre
diversi accoppiamenti sono più critici e gli scostamenti
ammessi rispetto ai valori ideati sono in genere
sensibilmente inferiori rispetto a quelli accettabili per i
motori di serie.
Prototipo di custom cruiser

In questi
ultimi non è raro che per quanto riguarda il rapporto di
compressione vengano ammessi scostamenti dell'ordine di 0,2
"punti" in più o in meno rispetto al valore nominate; per
quanto riguarda la fasatura di distribuzione errori di 3
gradi in più o in meno (rispetto al diagramma ideale) non
sono in genere ritenuti eccessivi, almeno in campo auto. Per
i motori da corsa queste sono cose inammissìbili.
C'è poi da
tenere presente un'altra voce importantissima. Progettare
un motore e svilupparlo significa un mucchio dì ore di
lavoro di tanta gente, che ovviamente deve venire pagata. Si
tratta di costi molto elevati, che possono essere
ammortizzati adeguatamente solo se i volumi di produzione
sono alti, in caso contrario incidono pesantemente sul costo
dei singoli esemplari realizzati. Pure sui materiali c'è
qualcosa da dire.
Senza
chiamare in causa quelli "esotici" come il titanio e
altre delìzie del genere, anche le leghe di alluminio e gli
acciai non loro caratteristiche, in funzione dei leganti
impiegati e della loro quantità, e cambia anche il loro
prezzo (e pure di molto!) in tanti casi. Per non parlare dei
riporti, dei trattamenti etc... |