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Tratta da
Motorbox
COM’È Quando
ci vuole ci vuole. Il titolo di moto ignorante per
eccellenza non glielo deve portare via nessuno, e quando
qualcuno ci prova la Speed Triple 2005 fa la voce grossa. Che per
l’occasione è quella del nuovissimo Triple da 1050 cc.

SPECIAL DI SERIE La Speed Triple ha fatto scuola; quando arrivò da
noi, nel 1996, la versione T 509 con il doppio faro non
mancò di fare scalpore. Con quel suo essere "special di
serie" come se fosse stata costruita con pezzi raccattati
qua e là. Due fari strabuzzati appesi nel nulla, il codino
schiacciato e il tre cilindri che pompava coppia e carattere
a profusione.
RITROVA IL CARISMA Quelle sono sempre rimaste in realtà, ma
la seconda serie della Speed aveva perso un po’ del carisma
iniziale, ereditando il culone della Daytona 955 (oltre che
il motore) e uno scarico lungo come una ciminiera, buono da
buttare nel rottame ancor prima che la moto uscisse dal
concessionario. Adesso che la concorrenza delle "ignoranti"
si è fatta più agguerrita (tra tutte citiamo KTM Super Duke,
Buell XB12S e Benelli TNT), la Triumph vuole ribadire che,
come le fanno gli inglesi, queste moto non le fa nessuno.
Così, la Speed porta il culone dall’estetista e ne esce
ringalluzzita che manco una Pin up degli anni '50, facendo a
gara con le tre di cui sopra a chi ha il posteriore più
bello e, soprattutto, più corto. Bella lotta davvero perché
la Speed ’05 si presenta sinuosa come una star di Hollywood
ha sempre i suoi occhioni spalancati ma una silouhette da
urlo.
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TALAMO DOCET Erik Buell lo aveva capito già da
tempo: per essere bella una naked deve essere
grossa davanti e minuscola dietro.
E
lo aveva capito anche Carlo Talamo, che nel
progetto di questa Speed ha fatto tempo a dire
la sua e che la moto l’aveva immaginata ancora
più corta, praticamente monoposto. L'aveva anche
fatta, creando una serie limitatissima della
vecchia Speed chiamata Speed "S", di cui, guarda
caso, un esemplare è custodito ancora oggi ad
Hinckley.
Ecco la Speed 2005, non solo look ma anche tanta
sostanza.
Sotto le striminzite sovrastrutture la Speed
cambia parecchio. |
Migliora la confezione, innanzitutto.
Anche se non sono ancora a livello di certe giapponesi, le
finiture mostrano una cura decisamente superiore che in
passato; basta guardare le due leve regolabili, le
bellissime staffe delle pedane per il passeggero o tutte le
superfici in alluminio satinato o, ancora, la piastra
inferiore di sterzo con serraggio a tre viti. Un bell’insieme,
anche se certi particolari potrebbero essere ulteriormente
migliorati. Come il blocchetto chiave, ad esempio, ancora un
po’ "sfigatino", e senza l’immobilizer che oggi hanno anche
gli scooter.
Galleria della
Speed Triple 2005 in prova
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PICCOLA MA CAPIENTE Per il resto c’è del bello, come nella
strumentazione ristilizzata e più moderna, compatta ma con
tante informazioni al punto che nel display digitale trova
posto anche un computer di bordo con consumo istantaneo,
medio, velocità media e massima e trip master. Come vuole la
tendenza attuale anche l'impianto elettrico della Speed
utilizza la linea CAN di cui il cruscotto è il terminale
diagnistico. Quattro le spie nel contagiri, altre quattro a
fianco dello stesso display che però alla luce diurna sono
un po’ poco visibili (soprattutto quella della riserva). E
addirittura sette sono i led che segnalano l’avvicinarsi del
limitatore, si accendono in sequenza (verde, giallo, rosso)
come sulle Formula Uno o nei video game.
NERO E LEGGERO Anche il telaio (ora tutto nero) è lo stesso
di sempre, almeno in apparenza, perché se è vero che le
geometrie sono rimaste immutate la costruzione più accurata
lo ha alleggerito di 750 grammi, il che ha contribuito,
assieme ad altri particolari a far scendere il peso della
Speed di ben 7 kg, con 189 kg dichiarati a secco. È rimasto,
per fortuna, il monobraccio "tutto muscoli" a cui fa da
sfondo un cerchio tutto nuovo (come l’anteriore) a cinque
razze sdoppiate e sottili in luogo delle tre precedenti.
CUORE POMPATO Ma per gli smanettoni, le novità più succose
si trovano dentro il tre cilindri "all black" inglese, quasi
identico nell’aspetto, con i suoi infiniti bulloni e tubi in
bella vista (cosa che nessuna "nippo-naked" si permetterebbe
di fare). Gli inglesi ci tengono a sottolineare che con il
vecchio motore questo non c’entra proprio nulla (e la prova
su strada lo ribadisce), e non solo perché è molto più
potente ma anche perché la sua costruzione è stata curata
nei minimi dettagli e adesso è più silenzioso e meno
vibrante di prima.
NUMERI? 130 cv a 9100 giri per ben 105 Nm di coppia massima
a 5.100 racchiusi in 1.050 cc, ottenuti con un aumento della
corsa, passata da 65 mm a 71,4 mm. L’aumento della corsa la
dice lunga sulle intenzioni dei progettisti che non sono
andati in cerca solo di cavalli, ma hanno cercato
soprattutto di dare al Triple inglese un carattere
inconfondibile.
PRESA RADIALE Per tenerla a bada gli ingegneri inglesi hanno
pensato bene di dotarla di un massiccio impianto frenante
griffato Nissin, con pinze radiali a quattro pistoncini (una
rarità tra le naked) e disconi flottanti da 320 mm. Tutto
montato ai piedi della nuova forcella a steli rovesciati da
45 mm che, neanche a dirlo, è completamente regolabile come
il monoammortizzatore posteriore.
SEMBRA CORTA Una Speed più potente e più corta, ma solo
nell’aspetto, perché a conti fatti le misure che la
muscolosa inglese sfoggia sono le stesse di sempre, con un
interasse di 1429 mm e la sella messa a 815 mm da terra.
Veramente più piccoli, invece, sono il serbatoio (più
rastremato nella zona di passaggio delle gambe) da 18 litri,
e il pneumatico posteriore un 180/55, che ormai era quasi
sparito da questo tipo di moto. Un gradito ritorno, perché
porta certamente in dote una miglior guidabilità.
CODA MOZZATA Tanto fa lo stesso la sua scena, perché la
parte posteriore è senz’altro la più eccitante della nuova
Speed. Codino striminzito, affiancato da due cannoni "tozzi"
e cromati sparati all’insù, a lato sella. Grazie a questi
accorgimenti la Speed pare cortissima, e la sella per il
passeggero roba da equilibristi. Invece, se prendete le
misure, vedrete che la sella in realtà è appena un
centimetro più corta di quella della 955, quello che manca è
il "cofanone" che c’era dietro. Il sedere ci sta abbastanza
bene, quindi, anche se al passeggero sono richiesti comunque
dei sacrifici vista l’assenza di qualsiasi appiglio e alle
pedane piazzate molto in alto.
COME VA È una Speed ancora più Speed quella che si accomoda
sotto le nostre chiappe. Per chi ormai da tempo è un
estimatore delle nude Triumph, sulla 1050 c'é aria di casa.
La correlazione sella-pedane-manubrio è praticamente la
stessa, con un serbatoio meglio conformato e il manubrio
largo montato per i miei gusti un po' troppo avanzato. Roba
da niente, visto che per arretrarlo basta una chiave a
brugola del 5 e venti secondi in tutto.
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