Cathcart
ha provato in Sudafrica la rinnovata sport-tourer inglese.
Bilanciatissima e originale nell’estetica, resta comoda
anche nella guida in coppia ma è ancora più efficace sul
veloce. Costa 11.000 euro.
Tratto da
Motonline

La
Triumph Sprint ST
è stata la prima Triumph della nuova generazione a diventare
competitiva in uno specifico segmento di mercato
confrontandosi con le migliori concorrenti giapponesi e
tedesche. Il successo è stato comprovato dalla conquista di
posizioni di vertice nelle classifiche di vendita della sua
categoria, quella delle sport touring, in tutto il mondo.
Sportiva ma anche divoratrice di chilometri, turistica
capace di prestazioni entusiasmanti in curva, la Triumph
Sprint ST era una moto autenticamente poliedrica, ancora
in grado, a sette anni dal debutto, di dire la sua al
confronto con le più moderne sport touring.
Prova Triumph Sprint ST 2005

Anche il
design più riuscito non resiste però al trascorrere del
tempo, così la Triumph ha deciso di presentare non
una versione aggiornata della Sprint ST, come io mi
aspettavo (e l’anno scorso, dopo un lungo test mi ero
permesso di suggerirle un certo numero di modifiche per
rinnovare la moto) ma una tre cilindri totalmente nuova
destinata a riportarsi al vertice del prestigioso segmento
di mercato delle sport touring.
“Quando ci
hai lasciato il tuo elenco di modifiche, mancavano solo tre
settimane all’Intermot di Monaco – dice Peter Clifford,
responsabile di prodotto della Triumph, mentre sorseggiamo
un’eccellente birra prodotta in Namibia, seduti nel giardino
del Somerset West Hotel di Città del Capo, base scelta dalla
marca inglese per il lancio ufficiale della sua nuova moto –
L’abbiamo valutato con attenzione e c’erano solo due punti
che non avevamo già preso in considerazione realizzando la
nuova Sprint ST. Comunque penso che i tuoi
suggerimenti siano stati tenuti nel giusto conto e adesso ti
invito, al termine di questo test, a dirci che cosa pensi
del risultato”.

708 km più
tardi, per la precisione, dopo un giro a ritmo sostenuto a
bordo della Triumph Sprint ST lungo le strade della provincia
sudafricana del Cape, scorrendo i suoi magnifici scenari
dalle montagne ricche di vigneti, alle coste rocciose
dell’Oceano Indiano, mi è difficile non ammettere che la
Triumph ha centrato l’obiettivo di produrre la più valida
sportiva polivalente oggi sul mercato. E dico questo con la
massima onestà, non per fare sventolare troppo
sfacciatamente la bandiera britannica che porto sul casco.
Prova Triumph Sprint ST
2005

Nel
ridisegnare la Sprint ST, gli ingegneri del reparto
esperienze della Triumph, in uno con gli uomini del Centro
Stile, sono stati attenti a non allontanarsi troppo dal
disegno del precedente modello, ma si sono concessi, come
segno distintivo, il nuovo faro triplo che sona un tocco
inconfondibile al nuovo modello, inoltre hanno decisamente
migliorato l’efficacia dell’illuminazione, uno dei punti che
avevo criticato sulla vecchia Triumph Sprint ST.
|
|
La Sprint ST è molto elegante, ma volendo fare un paragone
automobilistico non ha linee senza tempo, tipiche di una
fuori serie, come ad esempio (per restare in Inghilterra)
un’Aston Martin; è di classe, certo, ma traspare il fatto
che sia un prodotto di grande serie, come una BMW.
Gli ingegneri
inglesi sono stati attenti soprattutto a mantenere alcuni
elementi che rendevano la vecchia versione molto godibile
per trascorrere lunghi giorni di guida veloce a bordo.
I manubri sono larghi il giusto, consentendo una seduta
arretrata e a schiena dritta: le leve di freno e frizione
sono naturalmente regolabili. A dispetto del design
sportivo, così caratterizzato dal triplo aggressivo scarico,
la Sprint ST è una moto che continua ad essere
comoda, spaziosa per pilota e passeggero.
Peccato che alla
presentazione non fosse disponibile nemmeno un esemplare
equipaggiato con le valigie, perché avremmo potuto valutare
la difficoltà di spostare la moto a pieno carico e di
metterla sul cavalletto centrale. |
Sebbene la forcella Showa non sia regolabile nell’idraulica
(solo nel precarico), ho apprezzato l’eccellente
comportamento della sospensione anteriore. La qualità di
guida sulla Sprint ST è veramente altissima, anche su superfici scabrose
come quelle della prova. Merito anche delle Bridgestone
BT20NN specifiche per questo modello (con una mescola
leggermente più soffice rispetto a quelle standard) che
permettono tra l’altro delle pieghe esagerate.

Il GPS è un accessorio che mi
sento di consigliare, soprattutto oggi che è facile da usare
anche per i perfetti incapaci. La strumentazione standard è
migliorata rispetto alla vecchia versione, con quell’indicatore
del livello carburante così impreciso. I tre (che caso!)
cerchi includono tachimetro e contagiri analogici, poi c’è
il computerino di bordo con tutte le indicazioni
d’ordinanza.
La velocità massima raggiunta è stata di 255 all’ora reali,
contro i 273 indicati: lo scarto non è eccessivo. A velocità
più umane, ad esempio a 120 orari, ci si può lamentare della
non eccellente protezione dall’aria. Sarebbe bastato un
parabrezza regolabile per ovviare al problema (la Honda VFR
lo monta da dieci anni…).

Non c’è molto spazio sotto la sella per riporre piccoli
oggetti sulla Triumph Sprint ST… Peccato! Ma per fortuna c’è un piccolo vano sotto
il semimanubrio destro, sufficiente almeno per il biglietto
dell’autostrada e qualche moneta. Peccato il serbatoio di
plastica (buona la capacità: 21 litri), al quale non si
possono ancorare le borse magnetiche.
Comunque si tratta di piccoli difetti, niente che possa
veramente pregiudicare il divertimento e la soddisfazione di
guida: la Triumph Sprint più che ST dovrebbe chiamarsi GT, data la
sua vocazione al turismo veloce, ma resta una moto
estremamente maneggevole.

Dati tecnici Triumph Sprint ST
Motore: tre cilindri raffreddato ad acqua, DOHC. Cilindrata 1050cc,
alesaggio per corsa 79 x 71.4mm. Rapporto di compressione 12.0:1.
Alimentazione Iniezione elettronica sequenziale Multipoint.
Accensione digitale di tipo induttivo, a gestione elettronica.
Trasmissione: primaria ingranaggi, finale catena. Frizione multidisco a bagno d' olio, cambio
6 velocità.
Ciclistica: telaio perimetrale in alluminio, forcellone posteriore
monobraccio in lega di alluminio.
Ruota anteriore in lega a 5 razze, 17 x 3.5 pollici. Ruota
posteriore il lega a 5 razze, 17 x 5.5 pollici.
Pneumatico anteriore 120/70 ZR 17, pneumatico posteriore 180/55 ZR
17. Sospensione anteriore: forcella teleidraulica tradizionale da
43mm con molle progressive regolabili in precarico.
Sospensione posteriore monoshock con regolazione freno di
compressione e freno di ritorno
Freni anteriori doppio disco flottante da 320mm pinza a 4
pistoncini. Freni posteriori disco singolo da 255mm pinza a 2
pistoncini.
Dimensioni: lunghezza 2114mm, larghezza 745mm, altezza sella 805mm,
interasse 1457mm, sterzo/avancorsa 24°/90mm, peso a secco 210kg.
Prova Triumph Sprint ST 2005
|