Triumph Thruxton, prova su strada
Thruxton
Triumph

Prova su strada della Triumph Thruxton, la cafè racer Triumph.

 Triumph Thruxton 900 - Café racer di serie

L'articolo completo su Motociclismo di giugno 2004

 

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Thruxton, prova su strada

La Triumph Thruxton (o Truxton) permette di riassaporare il piacere di guida delle gloriose Café Racer. Derivata dalla Triumph Bonneville, la Thruxton ha un motore più potente e una ciclistica più sportiva. Costa 9.100 euro
Sella bassa, pedane arretrate, semimanubri stretti e spioventi. E poi serbatoio stretto, basso e lontano. E il blocchetto per la chiave di contatto dov’è? Sotto il lato sinistro del faro… Beh, a questo punto viene da pensare che per accendere una moto del genere ci sia la pedivella. Invece no, la Triumph Thruxton 900 si rifà al mitico filone delle Café racers ma in più ha il magico bottoncino.
Essenziale nelle sovrastrutture e dall’estetica sobria ma accattivante (azzeccata la striscia a scacchi centrale), la Triumph Thruxton attira gli sguardi non solo dei nostalgici delle sportive inglesi vecchio stile. Il suo semplice bicilindrico parallelo sfoggia carter e coperchio testa lucidissimi e tanto alluminio ben lucidato.
 

 

La strumentazione della Triumph Thruxton è formata da elementi circolari a fondo bianco montati su una gradevole piastra in alluminio.

Impeccabile la leggibilità e comprensibili, considerando lo stile della moto, le quattro spie ridotte all’osso. Manca purtroppo l’indicatore del livello carburante (ed anche la spia della riserva) ed il solo rubinetto per la riserva ci sembra troppo poco per una moto da oltre 9.000 euro.

Confortevoli i comandi al manubrio, le leve di freno e frizione, per quanto molto inclinate, sono ben posizionate e non affaticano troppo nemmeno in città.

Appagato l’occhio, tocca all’orecchio. L’esemplare della nostra prova montava scarichi parzialmente aperti.

 Il bicilindrico portato alla soglia dei 900 cc romba in maniera galvanizzante e regala persino qualche scoppietto in rilascio che è proprio una goduria. Questi scarichi hanno anche migliorato parzialmente il carattere del bicilindrico Triumph, che nella prima presa di contatto in occasione del test di presentazione ci era sembrato un po’ “piatto”.

 

strumentazione triumph  thruxton

 

triumph thruxton lato

 

Certo che l’inerzia nel salire e scendere di giri è una caratteristica congenita che non si può eliminare solo con uno scarico un po’ più aperto.
Mentre percorriamo i primi metri con la Triumph Thruxton cerchiamo nel nostro “database” dei ricordi le sue possibili concorrenti. Posizione di guida a parte, si tratta di una tipologia di moto che mira allo stesso tipo di acquirenti della H-D 883R Sportster, della Moto Guzzi V11 Café Sport, delle prossime Ducati Sport Classic e, perché no, perfino delle magnifiche 4 cilindri giapponesi tipo XJR, ZRX, GSX o CB, rispetto alle quali la Thruxton ha una dotazione tecnica forse più modesta ma offre in più il fascino dell’originale stile
Café Racer,indiscutibilmente British.

 

scarico thruxton

 

bicilindrico thruxton



L’inclinazione sportiva della Triumph Thruxton, rispetto alla più tranquilla Bonneville, la ritroviamo tutta sul piano delle sensazioni di guida. Tutta la moto è rivista in tal senso: dal motore cresciuto nell’alesaggio e conseguentemente nella cilindrata per arrivare a erogare 70 CV e 7,5 kgm di coppia (dati dichiarati), alla ciclistica resa più svelta e agile grazie a interasse, avancorsa e inclinazione cannotto ridotti, e alla ruota anteriore da 18” anziché 19”.

Nonostante la cura ricostituente il bicilindrico inglese non si può certo definire un vero motore sportivo, ma ha un discreto vigore, buona progressione fino alla zona rossa (indicata a 7.500 giri) e una consistente dose di vibrazioni oltre i 5.000 giri.

Rimane un motore fluido anche in questa versione di quasi 900 cc e lo confermano le buone doti di tiro e la regolarità a riprendere da basso numero di giri. La potenza è sufficiente per vedere i 180 km/h indicati con un breve lancio e i 200 km/h se il rettilineo è abbastanza lungo.
 

thruxton motore

 

Dal punto di vista ciclistico, rispetto alla Triumph Bonneville la Triumph Thruxton rimane una moto tendenzialmente lunga e pesante. Tuttavia le quote sono indovinate e la distribuzione dei pesi corretta; ne beneficia la guida che risulta facile fin dalle manovre a bassa velocità e divertente sul misto. Nei tratti guidati da media velocità l’inglesina può dire la sua e rimanere in scia alle moderne naked di media cilindrata, a patto di condurla con la massima fluidità, perché telaio, sospensioni e soprattutto le gomme non sono nati per la guida sportiva come la intendiamo oggi.

 

triumph thruxton in piega

 

La Triumph Thruxton va fatta correre, senza tirare la staccata perché il disco anteriore da 320 mm fa il suo dovere ma non eccelle in potenza, in compenso il disco posteriore da 255 mm frena molto più che su qualunque sportiva oggi in vendita e va sfruttato per trovare il miglior assetto in ingresso di curva. Le sospensioni lavorano bene finché la velocità rimane nei limiti di legge, c’è invece qualche ondeggiamento di troppo nelle curve più veloci, dove gli stretti semimanubri e la spalla degli stretti pneumatici non aiutano a ristabilire la desiderata stabilità.

 

 

triumph in piega thruxton

 

Il baricentro è basso ma l’inerzia nei cambi di direzione è sensibile, sensazione accentuata dai semimanubri che non aiutano certo nelle “esse” affrontate con piglio sportivo.
Nell’utilizzo disimpegnato la Thruxton è invece godibilissima: la sella è dura il giusto e molto ampia, le sospensioni hanno un’escursione limitata ma sono sufficientemente scorrevoli persino sul pavé, e il minuscolo cupolino (optional) offre, complice la posizione di guida accucciata, un riparo aerodinamico più che sufficiente fino ai 130 km/h. Il limite principale al comfort viene proprio dalla posizione costrittiva, paragonabile a quella di una sportiva 600 di oggi (se non peggio) per angolazione di ginocchia e semimanubri, che alla lunga risulta stancante per i polsi.

 

coda thruxton

 

La presenza del passeggero sulla Thruxton mal si sposa con la filosofia Café Racer. Il trasportato dispone di una porzione di sella più che dignitosa ma leggermente spiovente all’indietro. Il problema viene semmai dalla mancanza di un qualsiasi appiglio dato che anche stringersi al pilota risulta difficile per via della sua posizione molto avanzata. Finché si va piano nessun problema ma nei trasferimenti extraurbani occorre una certa abnegazione da parte del passeggero.
Chi invece vuole godersi la guida a solo può rimontare il guscio coprisella in plastica fissato con due viti a brugola.

 

triumph Thruxton su strada


Triumph con questa Thruxton conferma due cose: la capacità trasformistica della Bonneville e la maggior personalità delle figlie rispetto all’originale. La Thruxton è un oggetto volutamente old style, ed il suo prezzo (9.100 euro) fa capire che la quotazione è basata molto più sul fascino che su considerazioni tecnico-commerciali. Un concetto non facile da condividere ma probabilmente i potenziali acquirenti non avranno troppo da eccepire.

 

freni thruxton

 

Dati tecnici Triumph Thruxton

Motore: a 4 tempi, bicilindrico in parallelo, alesaggio per corsa 90x68 mm, cilindrata 865 cc, rapporto di compressione 10,2:1, distribuzione bialbero a camme in testa, 4 valvole per cilindro, lubrificazione a carter umido, raffreddamento ad aria, potenza max 70 CV (51,47 kW) a 7.250 giri, coppia max 7,34 kgm (72 Nm) a 5.750 giri.
Alimentazione: due carburatori Keihin con sensore elettronico di apertura farfalle e riscaldatore elettrico, diametro diffusore 36 mm; capacità serbatoio carburante 16 litri compresa la riserva.
Accensione: elettronica digitale; candele NGK DPR8EA-9.
Impianto elettrico: batteria 12V-9Ah.
Trasmissione: primaria a ingranaggi a denti dritti, rapporto 1,74:1 (62/108); finale a catena, rapporto 2,38:1 (18/43).
Cambio: a 5 rapporti.
Telaio: tubolare in acciaio a doppia culla chiusa; inclinazione cannotto di sterzo 27°, avancorsa 97 mm.
Sospensioni: anteriore forcella teleidraulica regolabile nel precarico molla con steli da 41 mm, escursione ruota nd; posteriore forcellone a doppio braccio con due ammortizzatori regolabili nel precarico molla, escursione ruota nd.
Ruote: cerchi in lega a raggi, anteriore da 18”, posteriore da 17”; pneumatici Metzeler, anteriore 100/90-18, posteriore 130/80-17.
Freni: anteriore a disco singolo da 320 mm con pinza a 2 pistoncini; posteriore a disco singolo da 255 mm con pinza a 2 pistoncini.
Dimensioni (in mm) e peso: lunghezza 2.212, larghezza 714, altezza 1.170, interasse 1.477, altezza sella 790, peso a vuoto 205 kg.
Prestazioni: velocità max n.d.

Manutenzione
Tagliando: programmato annuale o ogni 6.000 km.
Lubrificazione: olio multigrado Mobil Motorex 15W40 o Mobil 1 Racing 4T; sostituzione ogni 6.000 km.
Distribuzione: gioco valvole a freddo: aspirazione 0,15-0,20 mm; scarico 0,25-0,30 mm.
Pneumatici: pressione di gonfi aggio, ant 2,3 bar, post 2,6 bar.
Gamma colori: nero, rosso.
Inizio vendite: maggio 2004.
Garanzia: 2 anni, chilometraggio illimitato.
Prezzo: 9.100 euro, chiavi in mano.
Optional e prezzi (euro Iva inclusa): silenziatori (non per l’uso stradale) 453,42; fly screen 196,48; para serbatoio 60,44; maniglione cromato 211,59; coperchio rinvio frizione cromato 45,34; coperchi camme cromato 105,80; pannelli laterali cromati 181,37; sella singola 256,93; sella king & queen 302,28; borse sports 196,48; borsa serbatoio 151,14; cavalletto centrale 226,71.
 

 

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