TRE LUSTRI Da oltre 14 anni
– da quando venne presentata la prima versione derivata
da una Daytona 900 privata della carenatura - la Speed
Triple è capace di accendere gli animi degli
appassionati grazie alle prestazioni del suo
gustosissimo motore "dispari" e al carisma dato dalle
sue linee controcorrente. Oggi, l’inglese dallo sguardo
stralunato affronta il 2008 con una lunga serie di
modifiche che la rendono più curata e attenta alle
esigenze di guidatore e passeggero.

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CUBANA
D’OLTREMANICA Una cosa è chiara, in Triumph sanno per
certo di aver centrato l’obbiettivo quando – era il 1997
– la Speed Triple ha sfoggiato il primo paio d’occhi
strabuzzati. Da quel momento la nuda inglese è, infatti,
diventata una delle moto più riconoscibili e desiderate
del suo segmento. Dietro, nel senso del posteriore della
moto, le cose sono andate diversamente, con una serie di
modifiche e ripensamenti che si sono succeduti negli
anni, fino alla versione che conosciamo, quella del
2005, caratterizzata da una coda alta e compatta,
seducente come il sedere di certe bellezze del
centro-america…
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FA I NUMERI Le vendite hanno dato ragione alle scelte
fatte tre anni fa e la Speed in edizione 1.050 cc ha
ottenuto dal momento della commercializzazione risultati
importanti su molti mercati, con quello italiano in
testa. Si comprende quindi perché le novità introdotte
sull’ultima serie non ne stravolgano i concetti di base
– quelli che hanno decretato il successo della Speed
fino ad oggi – ma siano stati fatti nell’ottica di un
continuo affinamento di un prodotto che ha ancora molto
da dire nel suo segmento.
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MI PIACI
COSÌ Tra l’altro, sono stati proprio i clienti della
Speed venduta fino allo scorso anno a sollevare poche
critiche precise ad una moto che, stando ai dati
ufficiali Triumph, è risultata essere molto
soddisfacente o addirittura totalmente soddisfacente per
oltre il 98% di clienti a cui è stato chiesto di dare un
giudizio alla moto, in una ricerca fatta dalla Casa
inglese. Da questa indagine, perciò, è emerso che a non
convincere pienamente sul precedente modello erano
soltanto il comfort e lo spazio per il passeggero e la
risposta del freno anteriore.

AI RIPARI Detto, fatto, i tecnici Triumph si sono
dedicati a migliorare queste parti della moto. Il
posteriore è stato allungato e completamente
ridisegnato, ma nel complesso mantiene un’estetica molto
simile alla Speed precedente. L’impianto frenante,
invece, sfrutta una nuova componentistica per offrire
una risposta diversa e far scordare le incertezze di
quello montato sulla moto 2005. È bene sottolineare,
poi, che tutte le modifiche introdotte nella Speed ’08
sono state sviluppate da un’azienda italiana – la
Marabese Design – a conferma di quanto il marchio
inglese sia legato e debba una parte importante del suo
successo odierno al nostro paese.

STRETCHING E BELLETTO Sono diversi il telaio che
sorregge la coda e il vano per la batteria. Cambiano
anche i fianchetti, le plastiche e la forma della sella,
che non è solo più lunga di un paio di centimetri a
favore del comfort in coppia, ma è anche diversamente
conformata per offrire più libertà d’azione al pilota e
più stabilità al passeggero. Il secondo può inoltre
contare su pedane poggiapiedi riposizionate, mentre dal
punto di vista estetico cambiano anche la forma dei
fondelli dei silenziatori, dei pannelli paracalore e il
disegno del portatarga. Infine, il faro posteriore ora è
quello della Daytona 675, però con il vetro trasparente
anziché rosso.

CALIPER NOSTRANI L’impianto frenante anteriore è ora
composto da una nuova coppia di dischi flottanti da 320
mm abbinati a pinze radiali Brembo e pompa radiale
Nissin. In questo modo, la frenata della Speed può
contare su componenti allo stato dell’arte e degni di
una supersportiva, visto che le pinze sono addirittura
del tipo a 4 pistoni e 4 pastiglie. Invariato il freno
posteriore, invece, già di buon livello sulla moto 2005.

SCARPE NUOVE Piccola evoluzione anche per quanto
riguarda ruote e gomme della nuda inglese. Adesso la
Speed monta nuovi cerchi in lega a 7 razze, per i quali
la Casa dichiara un risparmio di peso sull’anteriore del
5%, a vantaggio della maneggevolezza. Sempre nell’ottica
di incrementare le doti stradali della moto, inoltre,
cambiano i pneumatici di primo equipaggiamento: Dunlop
Qualifier o, in alternativa, Metzeler Sportec M3, a
sostituire le meno recenti Michelin Pilot Sport montate
fino allo scorso anno. Invariate le misure di 120/70 e
180/55, rispettivamente sull’anteriore e sul posteriore.
TOCCO DELICATO Il resto della moto ha subito tanti altri
piccoli interventi, volti ad aumentare la percezione di
qualità del mezzo e renderlo ancora più appetibile.
Cambiano il manubrio - un Magura a sezione variabile
appositamente prodotto per la Speed - e la finitura dei
riser che lo sostengono, anche se la posizione di guida
rimane invariata. Cambia l’anodizzazione dei foderi
della forcella, che ora è nera, e sono nuovi i
fianchetti copriradiatore e la parte concava dei fari
anteriori (che ora rimangono sempre entrambi accesi).
Infine, è stato rivisto l’andamento di alcuni cavi
elettrici e dei tubi di sfogo del serbatoio per rendere
più pulita la zona del motore nelle vicinanze del
coperchio frizione, mentre dalla sorellina Street Triple
arrivano gli indicatori di direzione a freccia e la
scocca del quadro strumenti.

COME VA
Visto il tenore delle modifiche introdotte con il model
year 2008, non ci si poteva aspettare differenze
sostanziali nel modo in cui la Speed va su strada.
D’altro canto, l’evoluzione a livello di ciclistica e di
motore avvenuta nel 2005 l’aveva già resa una moto molto
efficace e divertente da guidare in tutte le situazioni.
La Speed di quest’anno, quindi, non fa che confermare le
doti di ammaliatrice della genitrice, con l’aggiunta di
aver risolto anche le ultime piccole magagne che ancora
esistevano.
FORZA TRE Grande protagonista nel piacere di guida di
questa nuda è sicuramente il grosso tre cilindri di
1.050 cc introdotto proprio tre anni fa. Potente (132
cavalli a 9.250 giri) e dotato più che di una schiena,
di una gobba da cammello (la coppia massima è di 105 Nm
a 7.550 giri), questo propulsore esalta ed intriga
grazie ad una trattabilità esemplare a qualunque regime,
alla capacità di tirare qualsiasi rapporto con la forza
di un rimorchiatore e per il "sound" che emette la
coppia di scarichi abbarbicati sotto al codino.

MEDIO BASSI Il massimo da questo motore si ottiene
snocciolando velocemente tutti i rapporti per poi
utilizzarlo quasi come se fosse monomarcia, non
preoccupandosi più del cambio e concentrandosi solo
sulla guida. Questo è possibile perché il "tre in linea"
inglese è capace di scendere a 2.000 giri in sesta e di
riprendere poi velocemente solo spalancando il gas,
senza fare una piega e con una bella progressione fino a
oltre 8.000 giri. Al di là di questo limite, invece, la
scalata del contagiri rallenta leggermente, sebbene
nelle marce inferiori si arrivi senza problemi – ma
anche senza profitto particolare - al limitatore posto a
10.500 giri.
FIATO ALLE TROMBE Se, però, siete tra coloro i quali
amano avere una risposta cattiva anche ai regimi
elevati, la soluzione in casa Triumph c’è, anche se non
è omologata su strada. Continua, infatti, l’accordo tra
il costruttore inglese e l’italiana Arrow, per la
fornitura di scarichi after market specifici per le moto
di Hinckley. Per la Speed sono previsti una coppia di
terminali slip-on omologati e un silenziatore singolo
racing che elimina il catalizzatore e che abbiamo potuto
provare in occasione del test sulla strade dell’isola di
Lanzarote.

BOATO ADDIO Chi conosceva il tipo di musica che
sprigionava il "triple" dotato di scarico libero,
potrebbe però storcere il naso sentendo le note
leggermente più acute scelte per l’accordatura di questo
terminale Arrow. In realtà, siamo di fronte ad un
prodotto davvero di alta qualità, capace di dare un
sensibile vantaggio agli alti regimi e di rendere la
curva d’erogazione del motore ancora più lineare e
aggressiva. Certo, se della Speed amavate i rabbiosi
brontolii e gli scoppi in rilascio, forse rimpiangerete
altre realizzazioni, ma in termini di efficacia questo
componente "ufficiale" fa davvero bene il suo lavoro,
senza contare che il risparmio di peso rispetto
all’impianto di serie si aggira intorno al 60%!
LAVORO DI FINO Ad ogni modo, i piccoli affinamenti al
motore, introdotti grazie ad una centralina elettronica
evoluta, si notano dal fatto che ora la Speed è molto
più rapida ad andare in moto una volta premuto il tasto
d’accensione. Un’altra modifica di un certo peso
riguarda gli ingranaggi del cambio, lavorati
diversamente per rendere più fluidi i passaggi di marcia
e, anche in questo caso, i vantaggi sono verificabili su
strada, anche se rimane una certa tendenza
all’indurimento se si cambia con il motore nelle
vicinanze del limitatore.

TELAIO IL SOLITO NOTO Tutta la parte ciclistica – ruote
e freni a parte, come detto – è identica alla moto 2005,
quindi non cambiano le misure caratteristiche né il peso
dichiarato di 189 chili a secco. E, anche alla guida, le
sensazioni che la "nuova" Speed rimanda sono quelle
conosciute: buona reattività ai comandi del pilota,
stabilità in velocità, ma anche una certa rigidità di
base delle sospensioni. La gommatura più moderna – tutte
le moto del test erano calzate Dunlop – hanno portato ad
una maggiore precisione direzionale e ad una più
accentuata solidità e neutralità di sterzo in piega, ma
sostanzialmente la moto si guida come la precedente.
STACCATE CONTROLLATE Quello che è cambiato sensibilmente
è la risposta al comando del freno anteriore. Ora c’è
una maggiore modulabilità e si capisce meglio cosa sta
succedendo tra dischi e pastiglie anche se, dovendo
limitare l’aggressività di un impianto così sportivo,
queste ultime hanno un attacco un po’ legnoso con il
risultato che la risposta alla leva non è ancora pastosa
come si potrebbe desiderare. Il passo avanti nei
confronti dell’impianto precedente comunque c’è stato, e
per fortuna di pastiglie dal diverso mordente ne esiste
una infinità.

TURISTA PER CASO Forse perché Lanzarote è una meta
ambita per i viaggiatori d’oltremanica, sta di fatto che
la Speed Triple si è trovata davvero a suo agio sulle
veloci e raccordate curve di quest’isola spagnola.
Merito sicuramente della sua ciclistica equilibrata, ma
anche di un assetto tendente al rigido. Più della
forcella, è il mono posteriore a rimandare i colpi più
secchi, al punto da far apprezzare il vantaggio in
termini di comfort delle moto della presentazione dotate
di sella al gel opzionale. C’è da dire, però, che dopo
una giornata intera in moto e oltre 200 chilometri
percorsi di buona lena, nessuno dei presenti era poi
così stanco, segno che la Speed rimane una delle naked
sportive più sfruttabili del segmento.
PREZZO BLOCCATO Nel complesso, quindi, la Speed 2008 ha
messo riparo alle piccole lacune della moto che va a
sostituire e si conferma un mezzo centrato sotto il
profilo stilistico e prestazionale. Per lei, come
sempre, la Casa ha già pensato ad una serie di nuovi
accessori per personalizzarla, tra cui il classico
cupolino, il puntale aerodinamico, la citata sella al
gel, il copri sellino posteriore o i suggestivi quanto
scomodi specchietti da montare alle estremità del
manubrio. Tre sono poi le colorazioni disponibili al
momento: i conosciuti bianco perlato e nero
metallizzato, più un nuovo arancio acido che farà subito
moda. Un’ultima bella notizia arriva infine dal listino:
la Speed Triple 2008 se ne frega dell’inflazione e costa
esattamente come nel 2005, 11.500 euro chiavi in mano.