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Ci sono
special randagie, nate con quattro soldi e tanta
passione nel garage di casa, e poi special da sogno,
allestite con abbondanza di alluminio lucidato e carbonio
dagli specialisti del settore. La Speed Triple
che vi proponiamo in questo numero, però, appartiene al
"terzo tipo", quello più raro, anzi, potremmo dire unico.
Già, perché è stata realizzata in serie dalla Triumph
stessa.
Speed
Triple By Carlo Talamo

Non dalla
Casa madre, ad Hinckley, ma dalla filiale italiana. E'
uno degli ultimi progetti che Carlo Talamo ci
ha lasciato in eredità, uno dei suoi "giocattoli". Moto
pensate e realizzate per libidine e passione, ma anche
ipotesi proposte alla Triumph come possibili moto di serie.
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Come la Tiger Sport 955i presentata su Motociclismo nel
settembre 2002, come la Baby Speed che alla produzione ci è
arrivata davvero. Questa Speed Triple "corta" (Speed Triple S)
, invece,
sembra che non avrà un seguito commerciale,
anche se non si può
dire...
Non è
piaciuta agli inglesi? Chissà, ma forse la spiegazione è più
semplice. Per la Baby Speed c'erano precise motivazioni
commerciali: la TT600 non si vendeva e serviva una naked di
media cilindrata come richiedeva il mercato. La Speed Triple
invece si vende ancora bene, e una versione corta rischia di
toglierle quote di mercato piuttosto che incrementarle in
assoluto. Quindi le 4 moto in circolazione - una verde
acqua, una arancione, una nera e una viola (la quinta,
gialla, è in Inghilterra) - devono essere considerate dei
veri pezzi unici.
Meglio per
chi le ha acquistate sborsando 15.000 euro, circa 3.000 euro
in più rispetto alla Speed Triple di serie, ma ora ha tra le
mani una moto davvero esclusiva.
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Corta,
anzi cortissima. Inevitabile paragonarla alla
Buell che deve per forza aver ispirato Talamo alla
ricerca di un look più estremo per la sua creatura. Senza
l'abbondante codone ereditato dalla Daytona nel 2001 (in
molti rimpiangono quello precedente), la Speed
Triple S in versione
corta si riprende lo scettro della naked più estrema ed
irriverente. Il codino, realizzato in vetroresina, è
veramente attillato. E' un pezzo unico, verniciato in nero
nella parte inferiore a simulare un sottocodone separato che
invece non c'è. Le sue dimensioni sono talmente risicate che
riesce a coprire a malapena la struttura d'acciaio del
telaietto posteriore, e in certi punti lascia intravedere lo
sviluppo dell'impianto elettrico della moto.
Speed
corta , la S di Carlo Talamo

Quest'ultimo
non è stato modificato, è solo ripiegato su se stesso per
adattarsi alle dimensioni inferiori del codino. Anche la
sella, ovviamente, è stata ridisegnata: oltre ad essere
piacevole nel disegno, il piccolo codino ha il grande pregio
di coprire poco la meccanica. In questo modo sono ancor più
protagonisti il bel forcellone monobraccio e l'abbondante
gommona da 190 (il cliente ha voluto montare delle
sportivissime Pirelli Supercorsa), così come lo scarico alto
in carbonio che troneggia sul lato destro.
L'avantreno,
invece, è standard ad eccezione degli specchi Road Racing,
delle minuscole frecce e della pompa radiale Brembo da 19
voluta dal proprietario. Del resto "la faccia da pazzo" -
come diceva Carlo - con i due fari tondi stralunati è il
marchio di fabbrica della Speed... quindi è intoccabile.
Triumph
corta S verde

L'effetto è
ancora mozzafiato e ci sembra azzeccata anche la colorazione
arancione... se volete farvi notare questa è la moto giusta,
quindi meglio esagerare! Le modifiche al codino e alla sella
non hanno valenza solo estetica. La posizione di guida
cambia radicalmente perché il disegno della sella, più
infossato, aumenta il feeling moto/pilota. C'è poco spazio
per muoversi, anzi, la posizione è quasi obbligata e alla
lunga potrebbe stancare, ma si avvertono meglio le reazioni
della ciclistica w\ ci si sente ben integrati con la moto.
C'è anche un
minuscolo strapuntino di sella per ii passeggero, ma non
fatevi illusioni, questa non è la moto per viaggiare in due.
Per il resto è la solita Speed con i suoi pregi e suoi
difetti, nella quale, non ci stancheremo mai di ripeterlo,
il 3 cilindri fa la parte del leone. E in questa versione,
con scarico in carbonio "libera sua voce rauca sembra
proprio un ruggito.
Speed
Triple S

La voglio
anch'io!
Se vi siete innamorati di questa Speed Triple S così
esclusiva, sappiate che realizzarne altri esemplari,
partendo da moto nuove ma anche usate, è cosa complicata ma
non impossibile. Gli stampi per il codino in vetroresina non
sono reperibili (anche se una ricerca capillare tra i
produttori di carene del nord Italia potrebbe dare dei
frutti...) ed anche per il disegno del telaietto posteriore
bisogna arrangiarsi. Nulla di insormontabile, tanto che alla
"Cassie and Racing bike" di Domenico Pettinari (tei.
02-341264), un punto di riferimento per gli appassionati
Triumph a Milano, si dicono disposti a realizzarla alla
stessa cifra richiesta per le 5 moto "ufficiali", cioè
15.000 euro per la moto completa o 3.OO0 euro se la Speed
Triple la possedete già. |