Prova su strada
della Triumph Speed Triple 2002
Nuova Triumph Speed Triple 2002
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La naked della Casa inglese
guadagna un motore più prestante e linee rinnovate, per
presentarsi ancora più moderna e competitiva all’appuntamento
con il pubblico. Moto “maschia”, da condurre con decisione,
che ripaga con ottime doti di guida. Cambio e sospensioni,
però, potrebbero migliorare.
News: Nuova Triumph speed Triple
2005!!!
Moto da bar” è un appellativo che calza veramente molto
stretto alla Triumph Speed Triple, e chi la immagina a proprio
agio solo davanti ad un tavolino d’estate, con il suo
proprietario che ne mette in mostra le forme, forse non ha
ancora avuto la possibilità di guidarla, o meglio, di
lasciarsi guidare….

“Da quando è nata, otto anni fa, la Triumph speed
Triple è stata strapazzata continuamente, con la
rivoluzione del ’97 (moto completamente nuova, la base di
quella che è ancora oggi), poi la crescita di cilindrata da
885 a 955 cc e infine alcuni ritocchi estetici un paio di anni
fa. Un mix di caratteristiche di base e modifiche che
ne hanno decretato il successo, mantenendo nel tempo il ruolo
di best seller guadagnato con la comparsa di un telaio
e di un doppio faro tanto distintivi.

Per il model year 2002 la Speed Triple si presenta
profondamente rivista tanto nell’estetica quanto nella
meccanica, con differenze che non ne modificano né la
filosofia né la riconoscibilità, ma definiscono una
motocicletta decisamente migliorata sotto ogni aspetto,
con interventi mirati all’ottenimento di una personalità
ancora più spiccata. Certo, sotto questo filtro di analisi la
carrozzeria (la stessa della Daytona) mostra una certa perdita
di originalità, una sorta di “giapponesizzazione” che
farà storcere il naso ai puristi, ma in effetti la moto si
presenta più filante e “dinamica”, anche se il codone
monoposto è un po’ pesante, e rimpiangere le linee pulite
e originali di quello vecchio non è difficile. Le altre
modifiche hanno interessato tanto la meccanica (motore
evoluto, ciclistica con quote più votate all’agilità), quanto
dettagli come strumentazione, comandi e fanale
anteriore, il tutto alla ricerca della riduzione del peso.

Il risultato è una moto più gradevole ed efficace, con
prestazioni migliorate in tutti i frangenti, con qualche pecca
comunque accettabile all’interno del quadro complessivo, e
soprattutto di una personalità così spiccata. Anche se,
con un listino di 11.350 euro (pari a poco meno di 22 milioni
di lire), si pone nella “fascia alta” del segmento. Insomma,
cavalli quanto bastano, coppia da vendere, semplice da
guidare e bella da vedere: gli inglesi ce la stanno mettendo
tutta…
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Dotazione e finiture

La naked inglese si presenta come una moto piuttosto essenziale,
priva di fronzoli e dunque la dotazione che offre all’utente non è certo
da grand-tourer. Questo non significa che la Speed Triple 2002 sia scarna,
anzi. La strumentazione è passata dal tradizionale trittico di
elementi analogici a un cruscottino di dimensioni (e peso…) molto più
ridotti, che recepisce le recenti tendenze delle suspersportive,
con un classico e ben leggibile contagiri (che incorpora un termometro
refrigerante a cristalli liquidi) affiancato da un piccolo display
digitale multifunzione che permette di controllare velocità,
chilometraggio, ora.

Il tachimetro digitale, con i grandi numeri che cambiano continuamente
(anche a velocità apparentemente costante) ci ha dato un po’ fastidio, ma
si tratta di elementi marginali. Più importanti per il notevole
livello delle finiture: fusioni, saldature, verniciature sono bene
eseguite e rendono giustizia del prezzo di listino.

Le plastiche della carrozzeria sono silenziose e combaciano con
precisione, i blocchetti elettrici sono moderni e intuitivi, mentre, in
mezzo a tanta cura, il lato sinistro del motore lascia, ahinoi,
esterrefatti: va bene che l’”originale” era coperto dalla
carenatura, ma forse proprio per questo valeva la pena, su una nuda, di
ridisegnare alcuni coperchi laterali per permettere un impiego meno
massiccio di tubi, tubetti e affini dell’impianto di raffreddamento in
bella vista, con un risultato estetico davvero sconcertante. Ok per
l’aspetto da special, però… |
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Tecnica

Le modifiche apportate alla Speed Triple 2002 sono, come accennato,
notevoli. Il propulsore bialbero a tre cilindri, ora
più leggero di ben 2,5 kg, è stato oggetto di interventi tesi
a migliorarne il comportamento su tutto l’arco di
erogazione, con valvole di dimensioni diverse (+ 1 mm
all’aspirazione, - 1 mm allo scarico), un rapporto di
compressione più elevato (passato da 11,2 a 12:1) e
notevoli differenze a livello di gestione dell’alimentazione,
con un air-box e un sistema di iniezione completamente
rivisti.
L’unità, che equipaggia (con una differente messa a punto)
anche la Daytona, ha comunque visto crescere sensibilmente le
prestazioni di punta (+ 10 CV) rispetto alla versione
precedente con il contributo del nuovo impianto di scarico,
dotato di uno schema differente. Grazie all’erogazione più
corposa è stato possibile allungare leggermente il rapporto di
trasmissione finale, utilizzando una corona con un dente in
meno.


A livello di ciclistica, per ottenere una moto più agile,
ma con il baricentro spostato in avanti per non perdere in
stabilità, sono da segnalare la riduzione di inclinazione del
cannotto di sterzo e dell’avancorsa (passate rispettivamente
da 24 a 23,5° e da 86 a 84 mm) grazie all’aumento di
altezza del retrotreno, che a sua volta ha beneficiato di
un forcellone più corto di 11 mm. Il cerchio anteriore, dal
canto suo, è stato alleggerito di ben 450 grammi per
esaltare la responsività dello sterzo grazie alla riduzione
dell’effetto giroscopico. |
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Comfort e funzionalità

Beh, l’avrete capito: non aspettatevi un confort adatto ai
lunghi viaggi, ma una moto pensata e realizzata (con
successo) per offrire una eccezionale possibilità di
controllo in tutti i frangenti. L’impiego del piccolo
cupolino (optional) offre una parvenza di riparo
dall’aria, grazie anche alla sella incassata dietro al
serbatoio.
Il tasso di vibrazioni, tra l’altro, non è mai
fastidioso, mentre la sella è discretamente imbottita (un po’
alta, per la verità) e la nuova posizione dello strapuntino
per il passeggero ne ha peggiorato le caratteristiche
di accoglienza. Comunque il manubrio abbastanza alto e le
pedane ben posizionate rendono la posizione in sella meno
stancante del previsto, anche su tragitti di una certa
importanza a medie autostradali. Ovviamente, in quest’ultimo
caso un po’ di allenamento ai muscoli del collo non può che
fare bene…


Gli altri aspetti funzionali sono soddisfacenti: a
parte gli specchietti, provenienti dalla Triumph Tiger e non
eccezionali quanto a visuale (si vede una buona parte di
braccio), sulla Speed Triple si trovano comandi ben realizzati
e intuitivi, leve al manubrio ben conformate (quella della
frizione, però, non è regolabile nella distanza dalla
manopola, mentre lo sforzo di azionamento potrebbe essere più
ridotto), un capiente vano sotto la sella del
passeggero e un cavalletto laterale facile da aprire e
chiudere. |
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Su strada

Appena messo in moto, il motore mette in risalto la prima,
grande differenza con il predecessore: la
silenziosità meccanica, pur non ancora da riferimento, è
comunque di ben altro livello rispetto al sempre criticato
“sferragliamento” che ha accompagnato la versione precedente.
Il motore è davvero potente per la categoria, ma soprattutto è
impressionante quello che accade quando si ruota con
decisione la manopola destra: è talmente dotato in fatto di
erogazione che, partendo da 3000 giri, si assiste ad una
progressione entusiasmante, una sorta di “effetto
fionda” che termina solo con l’intervento del limitatore (a
quota 10.000), e senza quasi avere il tempo di rendersene
conto!
Apri, e qualsiasi sia la marcia inserita ti ritrovi
letteralmente catapultato in avanti, con le braccia
irrigidite per restare ben saldi al manubrio… Gli inglesi
direbbero meaty, che si traduce in “carnoso, polposo”,
ma non è la stessa cosa… Unico neo della meccanica è il
rendimento del cambio, sincero e preciso fino a quando il
ritmo non è elevato, ma oltre un po’ lento e ruvido,
tanto da far arrivare in ritado a qualche appuntamento con la
cambiata.
La Speed Triple ha bisogno di essere condotta in
modo “maschio” e deciso; il peso, unito a un baricentro più
alto della media (e al pneumatico posteriore da 190) non la
rendono un fulmine in ingresso e nei cambi repentini
d’inclinazione, ma aumentano la sensazione di solidità
che riesce sempre a comunicare; caratteristica accentuata da
un reparto sospensioni piuttosto rigido, che però
“copiano” eventuali imperfezioni stradali con una certa
lentezza, comunicando con un vago ritardo il feedback
nelle mani del pilota quando il ritmo diventa davvero serrato.


La sensazione di controllo è rassicurante, ma si sente
che, specialmente nella forcella, le molle sono un po’
sottotono rispetto a un’idraulica davvero “tosta”. Il doppio
disco anteriore, invece, si distingue per potenza e
modulabilità, mentre il posteriore è un po’ sotto tono, ma se
non altro si evitano indesiderati bloccaggi. |
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Dati tecnici Triumph Speed Triple
2002
Motore: a 4 tempi, tricilindrico in linea frontemarcia,
raffreddamento a liquido, alesaggio e corsa 79x65 mm, cilindrata 955 cc,
rapporto di compressione 12:1; distribuzione bialbero a 4 valvole per
cilindro con comando a catena; lubrificazione forzata a carter umido.
Alimentazione: iniezione elettronica con corpi sfarfallati da 46 mm;
capacita’ serbatoio 21 litri. Accensione elettronica integrata con
l’iniezione. Avviamento elettrico.

Trasmissione: primaria a ingranaggi; frizione multidisco in bagno
d’olio, comando a cavo; cambio a 6 marce; finale a catena.

Ciclistica: telaio perimetrale in tubi tondi d’alluminio,
inclinazione asse di sterzo 23,5°, avancorsa 84 mm. Sospensione anteriore:
forcella teleidraulica regolabile con steli da 45 mm, escursione 120 mm;
sospensione posteriore: forcellone monobraccio in lega leggera con
articolazione progressiva e ammortizzatore regolabile, escursione 140 mm.
Ruote: anteriore tubeless in lega leggera, pneumatico 120/70-17”;
posteriore tubeless in lega leggera, pneumatico 190/50-17”. Freni:
anteriore a doppio disco flottante da 320 mm, pinze a 4 pistoncini
contrappostii; posteriore a disco da 220 mm, pinza a 2 pistoncini
affiancati.

Dimensioni e peso: interasse 1430 mm, lunghezza 2115 mm, larghezza
780, altezza sella 815 mm. Peso a secco 188 kg.

Prestazioni dichiarate: potenza 120 CV (88,3 KW) a 9100 giri,
coppia 10,1 kgm (99 Nm) a 5100 giri
Altre prove della
Triumph Speed Triple:
Speed Triple 2005
Speed Triple
1999-2001, prova su strada
Speed Triple S
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