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La fantasia dei progettisti di
motori nell'ultimo decennio, soprattutto nel campo delle
sportive, è stata obbiettivamente abbastanza scarsa. La
maggior parte delle moto di questo segmento utilizza solo
due configurazioni: bicilindrici a V o quattro cilindri in
linea. Se poi ci si aggiungono i monocilindrici, i
bicilindrici contrapposti ed i tre cilindri in linea, avrete
coperto quasi tutto lo spettro della produzione
motociclistica attuale. Ultimamente però abbiamo assistito
ad una rinnovata vitalità nel settore, grazie ai motore Honda RC21IV a cinque :
cilindri a V, ed al tre cilindri in
linea sviluppato dalla Sauber in base all'esperienza della
FI, entrambi candidati a diventare protagonisti della MotoGp.
Detto questo, iniziamo il tour offerto da
Triumphchepassione.com alla
ricerca delle migliori architetture per motori
motociclistici.
Motore
Monocilindrico
ESEMPI HONDA CRF45C - APRILIA RS125
Il tipo di motore più semplice di tutti, leggero, stretto, poco costoso, facilmente
realizzabile e ispezionabile. D'altra parte, il singolo
pistone in moto alterno genera vibrazioni di grossa entità,
almeno finché non si adottano alberi au siliari di
equilibratura. Per una specifica cilindrata, il pistone
tende ad essere abbastanza grande, quindi il regime massimo
ottenibile è limitato dalle forze generate dal peso del
pistone stesso. E, con meno giri, si produce meno potenza.
Destinati in passato solo alle moto da fuoristrada ed alle
ultra-economiche, ì monocilindrici
stanno vivendo nuova vita I grazie alla comparsa di unità a
quattro tempi ad alte prestazioni, montati sull'ultima
generazione di moto da cross e da enduro. Il motore della Honda CRF450M
produce 55cv, una cifra ragguardevole per un monocilindrico, ed
incorpora la stessa tecnologia delle più recenti e potenti
unità a quattro cilindri. Un mondo completamente dominato
dai monocilindrici è la classe 125cc da GP, visto che i
regolamenti ammettono solo un cilindro. Questi incredibili
motorini pompano fuori quasi 50cv, sufficienti per farli
girare, su certe piste, entro una manciata di secondi dai
fratelloni da 500cc e 190cv.
Motore Bicilindrico
QUESTA
architettura ha dominato il Mondiale SBK - la classe regina
delle moto a quattro tempi - per quasi un decennio, quindi
la potenza di sicuro non le manca. Un bicilindrico a V di
90°, come quello della inarrestabile famiglia Ducati
916/996, ha molti vantaggi. Riesce ad essere ancora
relativamente leggero, ed è molto stretto, se paragonato ad
un bicilindrico parallelo o ad un quattro cilindri.
È inoltre ben
bilanciato: mentre un pistone si muove, quell'altro
va nella direzione ortogonale, cancellando così le
vibrazioni più intense.
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Tuttavia ci sono degli svantaggi: ì motori con questa
disposizione di cilindri tendono ad essere più alti o più
lunghi degli altri, a seconda dell'angolazione con cui
vengono installati nel telaio.
E, mentre i carburatori e i
corpi farfallati dell'iniezione trovano facilmente posto in
mezzo alla V, il percorso dello scarico del cilindro
posteriore spesso interferisce con il posizionamento
ottimale della sospensione.
I costi di fabbricazione sono più alti -bisogna fondere,
lavorare e rifinire il doppio delle parti (due testate, due
canne e due sistemi di distribuzione, oltre a quattro alberi
a camme) rispetto ad un motore in linea.
I bicilindrici a V non a 90° possono essere più compatti e,
se hanno i perni di biella sfalsati, hanno anche un buon
equilibrio generale. 11 motore della Aprilia RSV Mille è a
603, ma, invece dì avere i perni sfalsati, adotta due
alberini equilibratori.
In caso di particolare perversità (Moto Guzzi VII, Honda
CX500), si possono mettere i cilindri di traverso nel
telaio, con le teste che sporgono nel flusso d'aria. |
Motore Bicilindrico Parallelo
ESEMPI YAMAHA
TDM900 - HONDA CB5OO - KAWASAKI ER-5
Un bicilindrico parallelo con l'albero motore a 180' (un
pistone in cima mentre l'altro è in fondo) ha un migliore
bilanciamento di un monocilindri¬co, ma produce sempre molte
vibrazioni. Il secondo cilindro, e la migliore area a
disposizione delle valvole, permettono potenze maggiori, ed
un bicilìndrico parallelo è abbastanza compatto, e non pone
vincoli sulla posizione degli organi d'alimentazione e dello
scarico. Poche moto ad alte prestazioni adottano questo
schema: la maggioranza sono turistiche in stiìe Yamaha
TDM850/900, o cittadine, come la Kawasaki ER-5.
Motore Bicilindrico Contrapposto
Una
disposizione dei cilindri caratteristica delle moto BMW, un
Cilindrico a pistoni contrapposti di solito è in
configurazione boxer, dove i pistoni si muovono dentro e
fuori simultaneamente, grazie ai perni di biella sfalsati di
180°. Il bicilindrico Bavarese della serie R1100/1150 è
facilmente raffreddato ad aria, ha un'ottima equilibratura,
abbassa il baricentro della moto, ed accetta facilmente una
trasmissione finale ad albero. Tuttavia è molto ingombrante
trasversalmente, limita la luce a terra, ed è abbastanza
vulnerabile ìn caso di caduta.
Motore Bicilindrico Tandem
Una
disposizione abbastanza rara dei due cilindri, uno davanti
all'altro, adottato dalla Kawasaki nella KR250 da GP. © Motore
Tricilindrico
NEGLI ultimi
quattro o cinque anni, la Triumph è stata portabandiera di
questa configurazione. L'albero motore a 120° ha un ottimo
equilibrio, mentre, complessivamente, il motore è più
stretto di un quattro, sebbene giri più alto, e quindi sia
più potente, dì un equivalente bicilindrico. Prima
dell'avvento delle lavorazioni CNC, realizzare accuratamente
un albero motore con i perni a 120° era complesso e costoso.
I moderni processi produttivi hanno grandemente semplificato
quest'aspetto. La Sauber, costruttrice di vetture da FI, ha
prodotto un tre cilindri in linea per partecipare alla nuova
classe MotoGp. Secondo loro, la combinazione di peso ridotto
e di sfruttabilità dell'erogazione, rende questo il formato
ideale.
Motore Tricilindrico a V
Un'altra
disposizione inconsueta l'ultima stradale con un
motore a tre cilindri a V era la Honda NS400R a 2 tempi, dei
primi anni '80.
Quadricilindrici in linea
Di gran lunga
la più comune architettura per motori motociclistici. 1
quattro in linea sono ottimamente bilanciati, con la coppia
esterna di pistoni che compensa il movimento di quelli
interni. In più, l'adozione di una testata sola e di due
alberi a camme è relativamente poco costosa, ed è immediato
disporre alimentazione e scarico. C'è spazio a sufficienza
per alloggiare valvole grandi, e per favorire il
raggiungimento di potenze notevoli ad elevati regimi di
rotazione, come nel caso della Yamaha R6, i cui piccoli
pistoni girano fino a 14-15.000 giri. Nonostante ia maggiore
larghezza, rispetto ad un bicilindrico o ad un tre cilindri,
riesce comunque a fornire una buona luce a terra e ad avere
una sezione ridotta, per favorire la penetrazione
aerodinamica. I motori di serie più potenti in circolazione
- quelli della Kawasatì ZX-12R e della Suzuki Hayabusa -sono
entrambi dei quattro cilindri in linea. La BMW ha affrontato
l'argomento in maniera originale, sdraiando i suoi quattro
cilindri su un fianco, sull'asse della moto. Così si abbassa
molto il baricentro, ma si allarga il motore e limita
l'alesaggio, poiché un maggiore alesaggio la aumentare la
lunghezza del motore, con ripercussioni sull'interasse della
moto.
Quadricilindrico a V
Questo
potrebbe essere il motore perfetto - in effetti, negli
ultimi quindici anni ha dominato la classe regina del
motociclismo sportivo. Più stretto di un quattro in J linea,
il V-four ha un'eccellente equilibratura ed è molto
compatto. È costoso da realizzare, tuttavia - si raddoppiano
i costi di lavorazione delle testate e della distribuzione.
Inoltre, diventa complicato trovare una sistemazione
adeguata per i collettori di scarico posteriori (controllate
un po' lo scarico della VFR800). Si posso avere i quattro
cilindri a V in posizione trasversale, con le testate che
sporgono dai lati, come sulla Honda Pan European .Lo
spaccato del motore VFR800 (cercatelo in rete) mostra la
compattezza di un V-four. Vedete come i corpi farfallati
s'infilano tra i cilindri? Guardando attentamente, si può
notare il sistema VTEC, sulle testate dei cilindri
anteriori...
Motori a 5 cilindri
L' unico
propulsore recente a cinque cilindri è quello a V della moto
da corsa Honda RC211V GP1, nonostante in campo
automobilistico siano molto diffusi, ad esempio sulle
Volvo, Mercedes, VW e sulle Fiat. Un cinque cilindri a V è
ben bilanciato, ed il pistone in più garantisce maggiore
potenza di un quattro cilindri di cilindrata equivalente.
Tuttavia è complesso e costoso da realizzare, e sarà
probabilmente abbastanza pesante ingombrante.
Motori a 6 Cilindri
ESEMPI HONDA
GLI 800 GOLD WING - KAWASAK1Z1300
Adottare un motore con più dì quattro cilindri, su una moto,
è decisamente snob, e quelli a sei lo sono ancora di più.
L'unico sei cilindri moderno è quello a sogliola della
GL1800 Gold Wing, dall'incredibile dolcezza d'erogazione.
Nei tardi anni 70, motori di questo tipo andavano di moda -
Benelli 750 e 900 Sei, Kawasaki Z1300 e Honda CBX1000. Lo
svantaggio maggiore di queste unità è l'ingombro e la
larghezza, ed un sei cilindri in linea non è più proponibile
in una moto moderna. Sarebbe interessante vedere sviluppato
un V-sei, ma, tranne che per una Laverda da endurance, non
ne sono mai stati prodotti.
Motori a 8 CILINDRI [ a 7 non
sono mai stati considerati]
ESEMPI BOSS
HOSS - MOTO GUZZI RACEBIKE
Tranne veri e propri mostri, come le cruiser Boss Hoss,
spinte da motori automobilistici Chevy V-8, i motori per
moto con otto cilindri aV hanno solo valore storico. Spicca,
tra tutti, quello della Moto Guzzi, che negli anni '50 portò
in gara una moto 500cc V-otto, che, per l'epoca, era
incredìbilmente potente (80cv a 14.000 giri) sebbene fosse
ancora in fase di sviluppo e non del tutto affidabile. Nei
primi anni '90 anche la Morbidellì si è cimentata in un
V-otto, che non è mai riuscito a superare lo stadio di
prototipo, così come per il fallimentare progetto della
Norton Nemesis, dei tardi '90. La cosa più simile ad un V-8
che sia ma entrata in produzione è stata l'esoterica Honda
NR75O a pistoni ovali, presentata nel 1991. Sebbene avesse
quattro pistoni e 'cilindri', la loro sezione ovale faceva
sì che l'area dei pistoni e delle valvole fosse equivalente
a quella di un V-8. Ogni pistone aveva due bielle, per
evitare movimenti longitudinali, e c'erano otto valvole per
ogni 'cilindro', disposte in due file di quattro, ed ogni
camera di combustione aveva due candele.
Motori Rotativi
Conosciuti
anche come motori Wankel, dal nome dell'inventore Tedesco.
Questi strani propulsori usano un rotore approssimativamente
triangolare che ruota all'interno di una grossa camera,
aprendo e chiudendo i vari condotti d'ammissione e scarico,
e comprimendo la miscela aria/benzina prima dell'accensione.
1 benefici, tra cui la regolarità di iunzionamento, la
robusta erogazione e la compattezza generale, sono
controbilanciati dalla difficoltà di sigillare correttamente
i bordi del rotore contro la camera. Inoltre adottano una
lubrificazione a tutta perdita, come un motore due tempi, ed
i rotori sono diffìcili e costosi da realizzare. 11 più
recente utilizzo del motore rotante è stato sulla Norton FI
Sport dei primi anni '90.
Questione di equilibrio
L'equilibratura è una caratteristica importante in qualsiasì
configurazione motoristica, i Un propulsore ben bilanciato,
dove le forze dovute agii elementi in movimento si
cancellano vicendevolmente, avrà un'erogazione più dolce, ed
adotterà carter e organi più leggeri. Un motore che vibra
non è semplicemente una noia tremenda, ma ampere gli
occhielli di fissaggio, o addirittura il telaio. Se un
ingegnere è costretto a adottare un motore non bilanciato
naturalmente, come un mono od un bicilindrico parallelo, può
inserire degli alberi equilibratori, che adottano delle
masse eccentricne rispetto all'alberino per equilibrare il
movimento dei pistoni. Alternativamente, come sulle
Harley-Davidson, si usano dei fissaggi elastici al telaio,
che assorbono le vibrazioni. Gii alberi equilibratori
consumano un po' della potenza prodotta, ma i benefici di
un'erogazione più dolce, e di carter più leggeri, spesso
compensano questo piccolo decadimento prestazionale. |