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Pochi giorni
sono passati dalla gara
conclusiva della Moto GP 2004 a Valencia, ecco a voi un
grande
speciale per vedere molto in grande la
Yamaha M1
campione del mondo. 10 immagini definite per gustarla da vicino, e
per svelarne qualche particolare o curiosità.
UNA DI FAMIGLIA Vista di lato la
M1 ricorda abbastanza la nuova R1 (scarichi a parte, leggi
sotto). Il telaio è costruito secondo lo schema Deltabox,
caro a Yamaha fin dagli esordi dei telai di alluminio, il
forcellone è lunghissimo per migliorare la trazione ed
adotta una vistosa capriata di rinforzo inferiore. Avendo a
che fare con oltre 230 cavalli meglio non andare troppo per
il sottile. |
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DALLA SVEZIA Un gustoso
particolare della M1 marchiato
Ohlins. La casa Svedese, da
sempre partner della Yamaha fornisce le sospensioni alla M1.
In evidenza il corposo serbatoio dell'azoto posizionato
secondo lo schema "piggy back". A guardarlo così non pare
molto distante da un normale ammortizzatore per moto
sportive. Ma dentro, state pur certi, c'è lo stato dell'arte
della meccanica. A quando le sospensioni elettroniche?

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IL MIGLIORE AMICO Ecco il
compagno preferito da Rossi, un cane Bulldog che il dottore
porta sempre con sé, anche in moto. Era sulla NSR 500, poi è
andato sulla RC 211 V, adesso sulla M1. Sempre li, sul
codone, accucciato come se niente fosse mentre il
"padroncino" fa fumare la ruota posteriore. Ha un nome, chi
sa come si chiama?

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DA SOTTO Un' altra vista della
M1, sul top delle moto made in Japan non manca la tecnologia
italiana. Immancabili i freni Brembo attualmente impiegati
dall'unanimità dei costruttori impegnati nella Moto GP. Ma
c'è Italia anche sotto le carene. Durante la stagione, il
team ufficiale è passato all'elettronica della Magneti Marelli che offriva più parametri di gestione del motore di
quanto potesse fare quella giapponese.

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DI FIANCO Notare nella foto la
lunga astina per l'aquisizione dati e il cuorioso innesto
della tubazione del freno sulla pinza Brembo. I dischi in
carbonio offrono frenate tremendamente potenti, ma solo
sull'asciutto. Il carbonio è infatti igroscopico e assorbe
l'acqua cosa che lo rende inutilizzabile sul bagnato. Così
quando piove si ricorre ai più prosaici dischi in ghisa.

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DA SOPRA La moto vista
dall'alto. Contrariamente a quanto accadeva in passato,
quando la ricerca aerodinamica portava a codoni molto grossi
per "chiudere" il flusso d'aria senza turbolenze, nella moto
GP la potenza dei motori pare aver soppiantato tutto il
resto. Il codino della M1 è davvero risicato. Notare il
pneumatico speciale realizzato dalla
Michelin: ha due
mescole: più dura al centro dove sopporta il massimo della
potenza e dell'accelerazione, più morbida ai lati per avere
il maggiore grip possibile.

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DIETRO C'è tecnologia anche nel
codino delle moto GP, le due scatolette ben mimetizzate sono
le trasmittenti del segnale video inviato dalle telecamere
piazzate sulla moto.

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DAVANTI La bocca spalancata
della presa d'aria dell'airbox. Dopo la gara di Brno la
carenatura della M1 è sensibilmente cambiata dando buoni
risultati sul fronte non solo aerodinamico, ma anche del
rendimento del motore. La presa d'aria è piazzata proprio in
mezzo al cupolino, il punto di maggior pressione, per avere
la maggiore efficacia possibile. In questo modo l'aumento
dei cavalli in velocità è notevole.

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ALTO NON SERVE A tutti gli
estimatori dello scarico sotto la sella, facciamo notare
dov'è piazzato il silenziatore della M1. Aerodinamica a
parte, su un quattro cilindri in linea (schema adottato
dalla Yamaha per la M1) lo scarico laterale è ancora oggi la
soluzione migliore per peso e rendimento. E se lo monta una
Moto GP...

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COMPUTER Non è un semplice
cruscotto, ma un vero terminale da cui attingere una marea
di dati. In gara il display offre le ovvie indicazioni sulle
funzioni vitali della moto, ma anche altre informazioni come
giri percorsi e tempo dell'ultimo giro. L'acquisizione dati
anche sulle moto sta raggiungendo picchi di sofisticazione
notevoli. Notare come Valentino ami personalizzare la moto
nei più piccoli particolari. Scaramanzia docet.

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Campione del Mondo Moto GP 2004!
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